Confermato per la quarta stagione, il tecnico UEFA C si racconta: tra valori, fiducia e un sogno che continua
Ci sono figure che, più che allenatori, diventano punti di riferimento. Pilastri silenziosi ma fondamentali per far crescere non solo calciatori, ma prima di tutto ragazzi. Riccardo Juliano, tecnico UEFA C, è esattamente questo per la Virtus Alife. E non è un caso che, per il quarto anno consecutivo, la società abbia deciso di riaffidargli un ruolo cardine nella crescita dei suoi giovani.
Mister Juliano, confermato per la quarta stagione alla Virtus Alife. Cosa significa per lei questa fiducia rinnovata?
«Significa tanto, davvero. È un onore per me far parte ancora di questa grande famiglia. Ringrazio la società per la stima che continua a dimostrarmi, non solo con le parole, ma con i fatti. Alla Virtus Alife mi sento ascoltato, rispettato, valorizzato. Questo mi permette di dare il massimo con ogni ragazzo che mi viene affidato. Quando vedi i bambini sorridere, divertirsi, imparare… beh, quella è la mia vittoria più grande.»
Ha ricevuto proposte da altri club? Come mai ha deciso di restare?
«Sì, ci sono state altre chiamate. Ma ho scelto di restare qui, senza esitazioni. Perché qui sto bene, sono sereno e posso lavorare in totale libertà, in un ambiente sano, dove il calcio è ancora un mezzo per educare, non un fine. Non c’è pressione, ma fiducia. E questo fa la differenza. Alla Virtus mi sento parte di qualcosa che va oltre il rettangolo di gioco.»
Qual è l’obiettivo che si pone per questa nuova stagione?
«Crescere ancora, tutti insieme. Continuare a insegnare il rispetto, la collaborazione, l’impegno. Far sentire ogni bambino importante, indipendentemente dalle sue abilità. Il mio obiettivo è dare a tutti la possibilità di esprimersi, di divertirsi e di imparare a stare in un gruppo. Questo è lo spirito Virtus: nessuno resta indietro.»
Cosa rende così speciale la Virtus Alife secondo lei?
«L’attenzione alla persona, prima che all’atleta. Qui non si parla solo di tattica o tecnica, ma si lavora sul carattere, sull’ascolto, sulla fiducia reciproca. C’è un’umanità che raramente si trova altrove. I nostri ragazzi vengono educati, prima ancora che allenati. E noi mister siamo prima educatori, poi tecnici. Questo mi rende orgoglioso di far parte di questo progetto.»
Un messaggio ai ragazzi che allenerà e alle famiglie che affidano i loro figli a voi?
«Ai ragazzi dico: godetevi ogni allenamento, ogni partita, ogni momento con i vostri compagni. Non abbiate paura di sbagliare, perché è così che si impara. Alle famiglie, invece, voglio dire grazie per la fiducia che ci accordano. Prometto che continuerò a dare tutto per essere un punto di riferimento educativo e sportivo per i vostri figli. Insieme, possiamo davvero fare la differenza.»
