La notte scorsa, la città di Terracina si è svegliata con una ferita che fa male al cuore sportivo della comunità: ignoti hanno compiuto un vile atto vandalico ai danni dello stadio Mario Colavolpe, la casa del Terracina 1925. Danni all’esterno e all’interno dell’impianto, un colpo basso che va ben oltre la materialità delle cose: è un’offesa diretta alla società, ai tifosi e a un’intera città che vive di calcio e passione.
Le immagini parlano chiaro e non lasciano spazio ad ambiguità. Ci troviamo di fronte a un gesto inaccettabile, frutto di inciviltà e mancanza di rispetto. Non si tratta soltanto di vandalismo contro una struttura sportiva, ma di un attacco simbolico alla storia e all’identità di una comunità. Perché lo stadio Colavolpe non è solo cemento e gradoni: è il luogo dove generazioni di tifosi hanno gioito, sofferto, sognato.
La risposta del club
Il presidente David Franco e tutta la società hanno condannato con fermezza l’accaduto, ribadendo un messaggio chiaro: il Terracina 1925 non si farà intimidire. Anzi, episodi come questo non fanno altro che rafforzare la determinazione del club, unito nell’obiettivo di riportare i colori biancocelesti nelle categorie che meritano.
In momenti così amari, la vera risposta deve arrivare dalla comunità. I tifosi, i cittadini, le istituzioni: tutti insieme a difesa di un patrimonio che appartiene a Terracina e alla sua gente. Perché lo sport è un collante sociale, un baluardo di valori, e chi cerca di colpirlo con azioni meschine non potrà mai spegnere la passione di un popolo intero.
Il calcio a Terracina continuerà a vivere con la stessa energia, con la stessa compattezza, con la stessa voglia di lottare. Lo stadio Colavolpe tornerà a essere, più di prima, il simbolo di una città che non si piega.
