(tratto da uno spunto di Daniele Colasuonno)
Nel calcio dei più piccoli non esistono contratti, riflettori o classifiche da scalare. Esiste solo la voglia di giocare, di imparare, di sentirsi parte di qualcosa di speciale. Ed è proprio in quel mondo fatto di sogni, erba sintetica e scarpini slacciati che prende forma “Mister, dopo entro io?”, un romanzo capace di toccare il cuore di chiunque ami questo sport.
L’autore ci porta dentro l’anima più pura del calcio, quella che spesso dimentichiamo inseguendo risultati e trofei. In un contesto dove l’apparenza sembra contare più della crescita, il libro ci ricorda che un bravo allenatore non è quello che vince tutte le
partite, ma colui che sa educare, ascoltare e guidare.
Un grande mister è quello che, dopo l’allenamento, si ferma per chiedere al suo giovane calciatore se va tutto bene, perché ha notato qualcosa nei suoi occhi. È chi insegna a perdere con dignità, a fare autocritica, a capire che ogni errore è una tappa del percorso. È colui che sa che prima dell’atleta c’è la persona, e che ogni bambino ha bisogno di fiducia prima ancora che di tattica.
Mister, dopo entro io? è più di un romanzo sportivo: è una riflessione su cosa significhi davvero “allenare”. Non solo a vincere, ma a crescere, a conoscere se stessi, a diventare uomini e donne capaci di affrontare la vita con passione e rispetto.
Un libro che parla di spogliatoi e sogni, ma soprattutto di rapporti umani, di educazione e di valori.
Perché il calcio, quello vero, non si gioca solo nei novanta minuti: si costruisce giorno dopo giorno, tra un rimprovero, un sorriso e quella frase che racchiude tutta la speranza del mondo:
“Mister, dopo entro io?”
