Il Rufrae Presenzano del presidente Paone torna alla vittoria nel modo più intenso, più sofferto e più significativo possibile. Una gara che andava oltre il semplice risultato, giocata con il cuore pesante per la gravissima perdita che ha colpito il bomber Cembalo, al quale ieri sera è venuta a mancare la fidanzata, appena 31 anni.
Una tragedia che ha scosso l’intero ambiente, trasformando questa partita in un messaggio di vicinanza, forza e amore verso un compagno che oggi più che mai fa parte della stessa famiglia.

Dopo la sconfitta di Sant’Agapito, il Rufrae era chiamato a una reazione immediata. E la risposta, arrivata in un pomeriggio complicatissimo, è stata enorme.


La partita: un primo tempo dominato ma beffardo

I campani partono forte: possesso palla, ritmo alto, linee di passaggio cercate con pazienza e costanza per scardinare la difesa di un Torella ordinato e compatto.
I molisani concedono qualche tiro dalla distanza, ma tengono bene il campo, pronti a colpire quando possibile.

E al 30’ arriva la beffa: Ciamarra inventa un destro a giro dai 25 metri che si spegne all’incrocio. Nulla da fare, una prodezza che vale lo 0-1 ospite.

Il Presenzano, però, non affonda. Continua a creare gioco e occasioni. Allo scadere del primo tempo Amato illumina Sonko, ma l’attaccante non trova il guizzo del pari.
Le squadre vanno al riposo con un risultato che non rispecchia quanto visto in campo.


Secondo tempo: assedio Rufrae

La squadra di mister Nassa rientra dagli spogliatoi con un’energia diversa. È una questione di orgoglio, di classifica, ma anche e soprattutto di cuore.

Il tecnico cambia modulo e la scelta si rivela azzeccata: un assedio continuo, 45 minuti di pressione totale.

Rao colpisce un palo che fa gridare al gol. Il pareggio sembra nell’aria, e arriva al 33’: Di Nardo, avanzato per dare peso all’attacco, trova la zampata vincente su ribattuta dopo un colpo di testa. È 1-1, e il match si accende definitivamente.

Il Presenzano non vuole un punto, ne vuole tre. La squadra spinge, ci crede, lotta su ogni pallone come fosse l’ultimo.

E al 93’ arriva il momento che cambia tutto:
Rao disegna una parabola perfetta, Sonko ci crede e anticipa tutti insaccando il 2-1 che fa esplodere lo stadio.

L’attaccante corre subito in panchina, prende la maglia di Cembalo e la solleva al cielo sotto la tribuna: un’immagine che parla più di mille parole.
La squadra, lo staff, i dirigenti: tutti uniti in un abbraccio simbolico per il loro compagno, per il loro amico, per il bomber che oggi non era in campo ma era presente in ogni corsa, in ogni contrasto, in ogni respiro.


Un successo che vale  doppio

Il Rufrae era chiamato a una reazione tecnica, ma soprattutto emotiva.
E la reazione è arrivata.
Una vittoria voluta, sofferta, sudata… e dedicata interamente a Cembalo, al quale tutto il Presenzano si stringe con affetto e vicinanza in questo momento terribile.

Il calcio, a volte, è più di un gioco.
Oggi il Rufrae lo ha dimostrato.