Doveva essere una giornata di gloria, di cori, bandiere e selfie allo stadio “Leonardo” di Pietramelara, finalmente riaperto al pubblico dopo tre anni e mezzo di silenzio. Un ritorno alla normalità che l’Aurora Altocasertano immaginava condito da applausi, gol e una semifinale d’andata di Coppa Italia da incorniciare.
Invece, a far festa è stato il Venafro.
La squadra di mister Ionta, con il passo leggero di chi non ha nulla da perdere ma molte idee chiare, ha messo in scena il più classico dei party-crasher: puntualissimi, cinici e tremendamente efficaci. Due stoccate — firmate Monaco e Ricamato — sono bastate per ammutolire il rinnovato “Leonardo” e trasformare il giorno dell’”inaugurazione” in un pomeriggio di domande senza risposta.
L’Aurora, costruita come una “corazzata” per vincere tutto, stavolta ha fatto acqua da tutte le parti. La rete locale è arrivata troppo tardi per cambiare il copione: il Venafro ha gestito, resistito e portato a casa un 1-2 che profuma di ipoteca sul passaggio del turno.
Non esattamente il tipo di souvenir che le Aquile avrebbero voluto regalare al pubblico ritrovato.
A Pietramelara, insomma, si era preparata la festa. Ma il Venafro, educatissimo, è entrato, ha salutato… e ha spento le luci.
Per l’Aurora c’è ancora un ritorno per rimettere ordine e dignità. Ma servirà molto più di un taglio del nastro: servirà una partita da vera corazzata, non da nave da cerimonia.
