La legge non scritta del calcio colpisce ancora. L’Alvignano esce sconfitto dal campo della Neapolis per 3-1, al termine di una gara che per oltre un’ora aveva raccontato tutt’altra storia. Una battuta d’arresto amara, maturata dopo 60 minuti di buon calcio e occasioni sprecate che hanno finito per cambiare il destino del match.
L’avvio è tutto di marca alvignanese. La squadra parte forte, prende in mano il gioco e passa in vantaggio con Altomare A., premiando una fase iniziale di assoluto controllo. L’Alvignano domina, gestisce i ritmi e costruisce almeno tre nitide palle gol per chiudere la partita, ma manca il colpo del ko.
E nel calcio, si sa, gli errori si pagano. Con il passare dei minuti la Neapolis cresce, alza il baricentro e trova energie nuove. I padroni di casa cambiano passo, mostrano più fame e approfittano del calo degli ospiti, riuscendo prima a rimettere in equilibrio il punteggio e poi a ribaltare completamente l’incontro.
Nel finale la Neapolis dilaga, fissando il risultato sul 3-1 e trasformando una partita che sembrava indirizzata in una vittoria piena. Per l’Alvignano resta il rammarico per una prestazione positiva nel gioco, ma insufficiente sotto porta.
Una sconfitta che brucia, ma che lascia anche una lezione chiara: per portare a casa punti pesanti serve concretezza, perché a questi livelli chi sbaglia paga. Ora testa alla prossima, per ripartire con più cinismo e determinazione.
