Nel calcio si dice spesso che un allenatore deve “metterci la faccia”.
Ma stavolta Manolo Sacco ha deciso di metterci… anche le catene.
Sì, perché il mister della Boys Vairano, nonché sindaco di Pescolanciano, ha scelto una protesta decisamente fuori dagli schemi: incatenarsi davanti alla sede della GRIM a Isernia.
E no, stavolta il calcio non c’entra.
Dalla panchina alla protesta
Abituato a gestire partite tese e spogliatoi bollenti, Sacco ha cambiato campo ma non spirito.
Niente tattica 4-3-3, niente pressing alto: qui si gioca una partita ben più concreta — quella per un servizio idrico che, a suo dire, è diventato “insostenibile”.
Un gesto che fa rumore
Incatenarsi non è solo una protesta. È un messaggio.
Un gesto forte, simbolico, che rompe gli schemi proprio come un gol al 90’.
E Sacco, che di battaglie sul campo ne ha vissute tante, ha deciso di affrontarne una ancora più importante fuori dal rettangolo verde. Perché quando manca l’acqua… altro che supplementari.
Mister dentro e fuori dal campo
C’è chi allena solo una squadra. E chi invece prova ad allenare un intero territorio.
Sacco sembra appartenere alla seconda categoria: uno che non si limita a dare indicazioni dalla panchina, ma che entra in gioco in prima persona quando la situazione lo richiede. E se nel calcio si parla spesso di “attaccamento alla maglia”, qui siamo oltre: qui si parla di attaccamento… al territorio.
Ironia a parte, resta la sostanza
Sorridere è facile, ma il tema è serio.
La gestione del servizio idrico è una questione che tocca da vicino cittadini e amministrazioni.
E allora viene quasi da pensare che, in fondo, Sacco stia semplicemente facendo quello che ogni mister chiede ai suoi giocatori: non mollare mai.
Il fischio d’inizio è già suonato
Oggi a Isernia non ci saranno spalti né arbitri.
Ma ci sarà comunque una partita.
E stavolta il risultato non si misura in gol,
ma in risposte.
