A tre giornate dalla fine del campionato, con i playoff già in tasca e una stagione ancora tutta da scrivere, esplode il caos in casa GS Capriatese.

Il protagonista? Il capocannoniere del torneo, Lorenzo Mari, che decide di lasciare la squadra da seconda in classifica… e con numeri da capogiro: 34 gol (36 secondo le sue dichiarazioni) in 22 partite.

Numeri da dominatore. Numeri che dovrebbero pesare. E invece no.


LO STRAPPO

Il messaggio del bomber è chiaro, diretto, senza filtri:
“Poco apprezzato dalla società”, “Rapporto terminato nonostante i playoff da giocare”

Parole che pesano come macigni. Perché arrivano nel momento più delicato della stagione.

E fanno una domanda inevitabile: come si può perdere il proprio uomo simbolo a tre giornate dalla fine?


SOCIAL IN FIAMME

Come spesso accade, la partita più dura si gioca fuori dal campo. Sotto al post del calciatore esplode il confronto con il DS Raffaele Ronghi. Accuse, risposte, tensione alle stelle.
Parole che raccontano una frattura ormai insanabile. “Sei abituato a sputare nel piatto dove mangi. Ormai ti conoscono tutti.” “Ringrazia la società se qualcuno ti ha conosciuto.”
“Vedremo l’anno prossimo dove sarai…”e ancora “Tu cosa continuerai a fare? A prendere in giro le persone?”


IL PARADOSSO

La Capriatese è seconda.
I playoff sono lì, a portata di mano.
Eppure perde il suo bomber.

Nel calcio dilettantistico succede di tutto… ma perdere 34 gol così, nel momento decisivo, è qualcosa che fa rumore. Tanto rumore.


“RE MARI” SALUTA

Il saluto del giocatore ai compagni e ai tifosi è pieno di affetto. Ma lascia anche un retrogusto amaro.

Perché quando uno così se ne va…non è mai solo una questione tecnica.

È qualcosa di più profondo.


E ADESSO?

La Capriatese dovrà reinventarsi proprio sul più bello. Senza il suo uomo copertina.
Senza il suo finalizzatore. E con una domanda che resterà nell’aria fino alla fine:
chi ha davvero perso di più? Perché nel calcio puoi anche andare avanti…
ma 34 gol non li sostituisci con un comunicato.