L’Alife si prende la sua vittoria più importante: la salvezza. E lo fa nel modo più netto possibile, con un 4-0 che non lascia spazio a interpretazioni. Una prova di forza, di carattere, di identità. Una firma chiara sotto un’impresa che porta il nome di mister Nino De Tato.
Da neopromossa non era facile. È stata un’annata complicata, fatta di ostacoli, momenti duri, partite da stringere i denti. Ma alla fine conta solo una cosa: restare. E l’Alife resta, con orgoglio, nel massimo campionato regionale.
La partita decisiva è lo specchio perfetto di questa squadra.
Subito aggressiva, subito dentro il match. Al 7’ è Daniele Mascolo ad accendere la scintilla: conclusione da fuori, palla che si infila nell’angolo e 1-0 che rompe l’equilibrio. Anche a porte chiuse, si sente tutto il peso di quel gol.
Il primo tempo scorre senza grandi scosse, ma è negli spogliatoi che cambia tutto. De Tato tocca le corde giuste, e la squadra torna in campo con un altro spirito: più libera, più affamata, più consapevole.
Al 57’ arriva il colpo che indirizza definitivamente la gara: Pasquale D’Andrea trova il guizzo giusto e firma il 2-0. Da lì in poi è un monologo gialloblù.
Gli avversari provano a reagire, ma lasciano spazi. E l’Alife è spietato. Koepke si inventa il 3-0 con un’azione personale che profuma di liberazione, poi Alessio D’Andrea mette il sigillo finale sul 4-0. È la rete che chiude i conti e apre la festa.
Al triplice fischio non ci sono più dubbi: l’Alife è salvo.
Una salvezza costruita con il lavoro, con il sacrificio, con l’anima.
Una salvezza che vale come un titolo.
Grazie a un gruppo che non ha mai mollato.
Grazie a un allenatore che ha saputo guidarlo oltre ogni difficoltà.
L’Alife resta. E lo fa da squadra vera. 💛💙
