Una finale playoff dovrebbe essere ricordata per il calcio, per l’intensità, per le emozioni. Invece Capriatese–Vairano Next Generation rischia di lasciare dietro di sé soprattutto polemiche e amarezza.

A decidere la sfida è stata la rete di Aurilio, bravo a sfruttare una delle poche vere occasioni costruite dagli ospiti e a regalare al Vairano una vittoria pesantissima per 0-1. Una gara equilibrata, tesa, bloccata, dove ogni episodio poteva cambiare tutto. Ed è proprio sugli episodi che ora si concentra la rabbia dei padroni di casa.

L’azione che sta facendo discutere riguarda Valente che entra in area e viene steso in maniera che, per molti presenti sugli spalti, è sembrata evidente. Proteste furiose della Capriatese, ma il direttore di gara lascia correre tra incredulità generale e panchina di casa letteralmente fuori controllo.

E qui nasce inevitabilmente il dibattito. “Perché nei playoff, nelle partite che valgono una stagione intera, non si può continuare a parlare ogni settimana di arbitraggi contestati. Non si può pretendere sacrifici enormi da società, dirigenti, allenatori e calciatori, per poi vedere tutto deciso da episodi interpretati con superficialità o senza la personalità necessaria”- ha dichairato un dirigente a fine gara.

Il problema non è solo il singolo rigore non dato. Il problema è una sensazione sempre più diffusa nel calcio dilettantistico: la classe arbitrale appare spesso lasciata sola, senza strumenti, senza supporto e soprattutto senza una crescita adeguata per gestire gare così delicate.

La Capriatese mastica amaro e probabilmente avrà ancora negli occhi quell’episodio per molto tempo. Perché un rigore in una finale può cambiare il risultato, l’inerzia mentale e forse un’intera stagione.

Il Vairano Next Generation si prende la vittoria e fa il suo dovere, cinico e concreto fino alla fine. Ma il post partita si trasforma inevitabilmente in un processo al direttore di gara, con tifosi e addetti ai lavori che chiedono maggiore attenzione e qualità arbitrale.

Perché il calcio dilettantistico vive di passione vera. E la passione merita rispetto.