Novanta minuti per continuare a sognare.
Novanta minuti per scrivere una delle pagine più belle della storia recente della FC Matese.
Domenica al “Ferrante” andrà in scena il ritorno della semifinale playoff nazionale contro il Gladiator, una sfida ancora apertissima dopo il pirotecnico 3-2 dell’andata in favore dei sammaritani. Un risultato che lascia tutto in bilico e che, paradossalmente, ha aumentato la consapevolezza dei biancoverdi: questa impresa si può fare davvero.
Per lunghi tratti della gara d’andata, infatti, gli uomini di mister Roberto Savoia hanno dimostrato personalità, qualità e soprattutto la capacità di mettere in difficoltà una delle squadre più attrezzate della categoria. Il Matese ha giocato senza paura, creando occasioni e restando sempre dentro la partita, anche nei momenti più complicati.
Ed ora servirà un Ferrante infuocato.
La risposta del pubblico non si è fatta attendere: previsto il soldout per una gara che vale una stagione intera. La società ha chiamato a raccolta tutto il popolo biancoverde, consapevole che contro una corazzata come il Gladiator servirà anche la spinta del dodicesimo uomo.
Il Matese dovrebbe presentarsi praticamente al gran completo, con gli occhi puntati inevitabilmente su Santiago Ricciardi. Il fantasista argentino è il vero faro tecnico della squadra, l’uomo capace di accendere la luce con una giocata improvvisa, un assist impossibile o una conclusione da fuori. Nelle gare che pesano, spesso basta un episodio. E Ricciardi è uno di quelli che gli episodi sa crearli dal nulla.
Ma attenzione a sottovalutare il Gladiator. La squadra guidata da mister Farina ha esperienza, fisicità e qualità offensive importanti. Davanti, Malafronte rappresenta una minaccia costante: attaccante potente, concreto e abituato a partite di questo livello. Servirà la miglior versione del Matese per contenere la forza offensiva dei nerazzurri.
Intanto, sull’altro fronte del tabellone, il Taranto vede già la finale dopo il 3-1 dell’andata contro l’Apice. I pugliesi partono nettamente favoriti, ma nel calcio nulla è scritto e il Matese spera prima di tutto di conquistarsi il diritto di giocarsi l’ultimo atto domenica prossima.
Servirà una gara perfetta.
Servirà coraggio.
Servirà il cuore del Ferrante.
