C’è una linea sottile che separa i numeri dalle emozioni. E la storia recente del Rufrae Presenzano sotto la guida del presidente Enrico Paone è fatta di entrambe.
Sei anni intensi, vissuti tra difficoltà, rilanci e traguardi conquistati sul campo, che raccontano molto più di una semplice gestione sportiva: raccontano una comunità, una passione e una visione.
Dalle origini alla continuità: una storia costruita nel tempo
Il Rufrae nasce nel 1998 e, nel corso degli anni, ha attraversato diverse fasi, ognuna legata a una figura presidenziale ben definita. Dalla fondazione di Michele Florio, passando per i successi di Gianfranco Simone e la continuità garantita da Giuseppe Gazerro, fino all’identità territoriale rafforzata da Domenico Paolone.
Un percorso che ha costruito le basi su cui oggi si poggia il presente.
Paone e la sfida più difficile: ripartire in piena pandemia
Quando Enrico Paone assume la guida del club nel 2019, il Rufrae si trova in Seconda Categoria e, soprattutto, nel pieno di uno dei periodi più complicati della storia recente: la pandemia.
Campionati spezzati, difficoltà organizzative e incertezze continue. Eppure, nonostante tutto, la squadra riesce sempre a restare competitiva, centrando piazzamenti importanti e mantenendo viva la propria identità.
La svolta: dalla Seconda alla Promozione
Il vero punto di svolta arriva nella stagione 2022/2023. Il Rufrae costruisce una squadra ambiziosa e, dopo una stagione combattuta fino all’ultimo, conquista la promozione attraverso i playoff.
Un traguardo fortemente voluto dal presidente Paone, che più volte aveva ribadito come la Seconda Categoria fosse una dimensione troppo stretta per una realtà storica come quella di Presenzano.
Tra sogni e beffe: il calcio nella sua essenza
Negli anni successivi non sono mancate le emozioni: finali di coppa sfiorate, campionati giocati sempre ai vertici e anche episodi sfortunati, come la retrocessione maturata non sul campo ma per una vicenda burocratica dopo uno spareggio vinto.
Situazioni che raccontano la parte più dura del calcio dilettantistico, fatta di sacrifici, passione e, a volte, episodi al limite dell’incredibile.
Le difficoltà logistiche e la forza del gruppo
L’ultima stagione ha visto il Rufrae lontano dal proprio stadio per lavori al “Michele Florio”, costretto a giocare e allenarsi fuori casa. Un fattore che ha inciso sul rendimento, ma che non ha mai scalfito lo spirito del gruppo.
Perché se c’è una costante in questi sei anni, è proprio questa: la capacità di resistere.
Un progetto che guarda avanti
L’era Paone non è solo fatta di risultati, ma di costruzione. Dalla crescita della squadra alla valorizzazione del territorio, fino alla volontà di riportare il Rufrae ai livelli che gli competono.
Sei anni dopo, il bilancio è chiaro: tra alti e bassi, il Rufrae è vivo, competitivo e pronto a scrivere nuove pagine.
E con una base così… il meglio potrebbe ancora dover arrivare.
