Alvignano, addio amaro e appello al Comune: “Servono strutture per ripartire”
Ci sono comunicati che non si vorrebbero mai scrivere. Parole che pesano, che segnano la fine di un percorso ma anche l’inizio di qualcosa di diverso. L’Alvignano Calcio saluta la propria identità sportiva e annuncia la confluenza nel Real Arienzo, una scelta maturata tra difficoltà concrete e la volontà di non disperdere quanto costruito negli anni.
Non è una resa, ma una decisione obbligata. La passione, da sola, non basta più. Mancanza di un campo dove allenarsi e giocare, assenza di un sostegno stabile da parte del tessuto imprenditoriale locale e ostacoli burocratici che, nel momento più delicato della stagione, hanno allontanato anche il calore degli spalti. Un insieme di fattori che ha reso impossibile andare avanti in autonomia.
Eppure, in questi anni, l’Alvignano è stato molto più di una squadra. È stato un punto di riferimento per un’intera comunità: sogni condivisi, sacrifici, giovani cresciuti tra quegli spogliatoi, un gruppo Ultras capace di distinguersi per passione e appartenenza. Un patrimonio umano e sportivo che non si cancella.
Proprio per questo la scelta è quella di trasformare, non di chiudere. Confluire nel Real Arienzo significa portare avanti quei valori all’interno di un progetto più ampio, continuando a dare spazio a chi ha creduto e lavorato per questi colori.
Nel messaggio del club emerge però con forza un appello chiaro all’amministrazione comunale: serve garantire strutture adeguate allo sport dilettantistico. Senza campi, senza basi concrete, diventa impossibile programmare e crescere. Allo stesso tempo, l’invito è rivolto anche agli imprenditori del territorio, chiamati a sostenere una realtà che rappresenta identità e futuro.
Il ringraziamento finale è per tutti coloro che hanno fatto parte di questo cammino, dentro e fuori dal campo. Perché certe storie non finiscono davvero: cambiano forma, ma restano vive.
