Il duro comunicato della Piedimonte Ultras contro la proprietà: bilanci, promesse mancate e lo spettro dello stadio Ferrante lasciato all’abbandono
PIEDIMONTE MATESE – È un attacco frontale, senza mezzi termini, quello lanciato dalla Piedimonte Ultras nei confronti della dirigenza dell’FC Matese. Con un comunicato diffuso nelle ultime ore, il gruppo della Curva Andrea Langellotti ha alzato bruscamente i toni della contestazione, chiedendo alla proprietà del club risposte immediate su programmazione sportiva, gestione economica e infrastrutture.
“La pazienza è finita: meritiamo rispetto” è il titolo, volutamente perentorio, del documento, che si apre con un atto d’accusa verso l’intera dirigenza: “Il tempo delle chiacchiere e delle scuse è ufficialmente terminato”, scrivono gli ultras, rivendicando a nome della tifoseria e dell’intera città il diritto a “risposte immediate e fatti concreti”.
Il bilancio degli ultimi tre anni: dalla Serie D all’Eccellenza
Il cuore della contestazione riguarda il percorso sportivo compiuto dalla società negli ultimi anni. Secondo la Curva, quando l’attuale proprietà è subentrata la squadra militava in Serie D, con la promessa di riportare i colori giallorossi in Serie C entro un triennio. Un obiettivo che, sempre secondo il comunicato, si sarebbe clamorosamente ribaltato: retrocessione in Eccellenza e, da lì, un blocco totale nella categoria, senza mai riuscire a risalire.
A rendere ancora più acceso il malumore è il momento in cui arriva la contestazione: a fine luglio, a ridosso dell’avvio della preparazione, gli ultras denunciano l’assenza totale di programmazione societaria, un allenatore ancora da nominare, nessun direttore sportivo indicato e, di fatto, una squadra che ancora non esiste. “Solo un assordante, inaccettabile silenzio”, si legge nel documento.
Le accuse sugli stipendi e l’invito a farsi da parte
Il tono si fa ancora più duro quando il comunicato tocca il tema della gestione economica, con un riferimento esplicito a presunti ritardi nel pagamento di stipendi a tesserati e tecnici a fine stagione. Da qui l’appello, rivolto senza troppi giri di parole alla proprietà: se non si è in grado di gestire il club “in modo serio e con persone competenti”, meglio “fare un passo indietro e togliere il disturbo”, perché — ribadiscono dalla Curva — la maglia della città “non è un passatempo”.
Il nodo stadio Ferrante e il paragone con basket e pallavolo
Un altro fronte aperto dalla tifoseria riguarda le infrastrutture sportive cittadine, in particolare lo stadio Ferrante, per cui viene chiesto un piano di investimenti immediato dopo anni di promesse rimaste, secondo gli ultras, senza seguito. Nel comunicato si registra anche un certo malumore verso quella che viene percepita come una disparità di attenzione tra le diverse discipline sportive del territorio, con basket e pallavolo indicati come priorità cittadine a scapito del calcio, definito invece dagli ultras “il motore popolare” della passione sportiva locale.
Il riferimento arriva peraltro in un momento particolare: solo poche settimane fa il Comune di Piedimonte Matese aveva annunciato uno stanziamento di un milione di euro per la ristrutturazione dell’impianto sportivo comunale di Sepicciano, con lavori annunciati anche per gli spazi limitrofi al Ferrante. Un intervento che, a giudicare dai toni del comunicato, la tifoseria non considera ancora sufficiente o comunque non risolutivo per le condizioni dello stadio di casa della squadra.
“Rega, ritorna”: la chiusura che è tutto un programma
Il documento si chiude con un aut aut netto: nessuna nuova stagione di transizione sarà tollerata, la Curva chiede un progetto vincente immediato e si dice pronta a “far sentire la propria voce” con azioni concrete se non arriveranno risposte ritenute all’altezza della storia calcistica di Piedimonte e del Matese. La chiosa finale, tra il polemico e l’amaro, richiama alla memoria una vecchia gestione societaria: “Oppure… ‘Rega, ritorna’”, un chiaro riferimento alla presidenza di Luigi Rega, figura al centro di travagliate vicende societarie in FC Matese negli anni scorsi.
Un comunicato durissimo, dunque, che mette nel mirino l’intera dirigenza del club, il cui principale finanziatore è da tempo identificato nella figura di Vittorio Civitillo, sindaco della città. La palla passa ora alla società, chiamata a fornire chiarimenti su programmazione tecnica e prospettive prima dell’inizio della nuova stagione.

