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Oltre 600 panchine in Serie D per il tecnico classe 1956, che ha guidato piazze prestigiose come Matera, Taranto, Vastese e Sora: ora la nuova sfida in Campania

CASTELPOTO – L’ASD Castelpoto ha il proprio nuovo allenatore, e si tratta di un profilo che nel calcio dilettantistico italiano non ha certo bisogno di presentazioni. Il club giallorosso ha ufficializzato l’arrivo di Luigi Castiello alla guida della prima squadra per la stagione sportiva 2026/2027.

Classe 1956, tecnico di grande esperienza e carisma, Castiello porta con sé un curriculum costruito in oltre 600 panchine disputate nel campionato di Serie D, categoria nella quale ha lasciato un segno profondo per competenza, personalità e capacità di valorizzare i gruppi di lavoro affidatigli negli anni.

Il soprannome che racconta una carriera

Non è un caso che, nel corso degli anni, gli sia stato affibbiato il soprannome de “L’Architetto del Pallone”: un appellativo che racchiude bene la filosofia di un allenatore che ha sempre messo al centro del proprio lavoro organizzazione, identità e cultura del lavoro quotidiano, più che semplici proclami. Un percorso che lo ha portato a guidare società prestigiose e storiche del calcio dilettantistico italiano, tra cui Matera, Taranto, Vastese, Penne, Arzanese, Isola Liri e Sora, lasciando ovunque un’impronta riconoscibile.

Una nuova sfida in Campania

Dopo una carriera vissuta prevalentemente tra Basilicata, Puglia, Abruzzo e Lazio, per Castiello si apre ora un capitolo nuovo, questa volta in Campania, sulla panchina del Castelpoto. Un progetto che la società ha accolto con grande entusiasmo, convinta che l’esperienza del tecnico possa rappresentare un valore aggiunto per l’intero ambiente giallorosso, chiamato a costruire una stagione all’altezza delle ambizioni del club.

“Benvenuto, Mister Castiello. Inizia una nuova storia”: con queste parole la società ha voluto accompagnare l’annuncio, augurando buon lavoro a un tecnico che, nonostante l’età anagrafica, continua a portare in ogni nuova esperienza la stessa fame e lo stesso entusiasmo che lo hanno reso una figura di riferimento nel panorama della Serie D italiana.