Reggina, Triestina, Chievo e Piacenza tra le grandi del passato pronte a inseguire il salto in C. Nove raggruppamenti, 162 squadre, tre under obbligatori e una new entry storica per il calcio molisano

Si apre una nuova, affascinante stagione di Serie D, il campionato che da anni rappresenta il crocevia più rappresentativo del calcio italiano: 19 regioni su 20 coinvolte (manca solo la Valle d’Aosta) e ben 81 province presenti nei nove gironi che compongono l’edizione 2026/2027, per un totale di 162 squadre distribuite in raggruppamenti da 18 formazioni ciascuno, format confermato per il secondo anno consecutivo.

Un campionato con un passato glorioso alle spalle

Sfogliando gli organici delle diverse squadre iscritte, emerge un dato curioso quanto significativo: sommando le partecipazioni storiche alla Serie A dei club oggi in Serie D si arriva a un totale di 114 campionati nella massima serie. In testa a questa speciale classifica c’è la Triestina, capace in passato di disputare la Serie A per ben 26 volte, seguita da Chievo (17), Alessandria (13), Pro Patria (12), Siena e Reggina (9 a testa), Lucchese e Piacenza (8), Varese (7), Ancona e Ternana (2), fino alla Pistoiese, che vanta comunque un’apparizione nella stagione 1980/81.

Non stupisce dunque che il campionato di quest’anno porti in dote diversi nomi importanti del calcio che fu, tutti con l’obiettivo dichiarato di tornare al professionismo: la Reggina guidata da Marchionni punta dritta al ritorno in Serie C, così come Pro Patria, Piacenza, Chievo, Virtus Verona, Triestina, Clodiense, Teramo, Ancona, Milan Futuro, Aquila, Andria, Paganese, Nocerina, Nissa e Pistoiese, quest’ultima affidata a Bisoli.

Il caso Alessandria e un girone A tutto piemontese-ligure

Da segnalare anche la situazione dell’Alessandria, reduce da due promozioni consecutive (dalla Promozione all’Eccellenza e poi in Serie D) e ora pronta a puntare in alto in un girone A che, per la prima volta dopo molto tempo, sarà composto esclusivamente da squadre piemontesi e liguri, senza più quella corazzata di turno alla Vado, Novara o Alcione che negli ultimi anni aveva fatto la voce grossa. Tra le pretendenti al piano nobile della classifica figurano anche Ligorna e Biellese, reduci dai playoff della scorsa stagione, oltre a Imperia e Sanremese.

Curiosità anche sul fronte dei club esordienti nel salto doppio di categoria: tra questi l’Alessandria stessa, il Millesimo (comune di appena 3.000 abitanti in provincia di Savona, guidato dal presidente Levratto e alla quinta stagione consecutiva con lo stesso allenatore, Macchia) e i friulani dell’Lme, con il presidente Pattaro che ha confermato il tecnico Barbieri.

Il regolamento: nove promozioni dirette, tre under obbligatori

Sul piano regolamentare, il campionato prevede nove promozioni dirette in Serie C, una per ogni girone vincitore, e quattro retrocessioni in Eccellenza per raggruppamento, calcolate sulle ultime due posizioni di classifica più le perdenti dei playout. Confermato anche l’obbligo di schierare tre under per squadra, secondo lo schema classico: un classe 2006, un 2007 e un 2008.

Trentasei promosse dall’Eccellenza, e c’è anche il Venafro

Sono complessivamente 36 le società neopromosse dall’Eccellenza nei rispettivi campionati regionali, un elenco lunghissimo che tocca praticamente tutta la penisola: da Borgosesia e Alessandria per il Piemonte, a Millesimo e Fezzanese per la Liguria, passando per Arconatese, Tritium, Pavonese e Solbiatese in Lombardia, la Virtus Bolzano per il Trentino Alto Adige, l’Lme per il Friuli, Schio e Sandonà per il Veneto, Nibbiano & Valtidone e Mezzolara per l’Emilia Romagna, Lucchese e Rondinella Marzocco per la Toscana, il Montecchio Gallo per le Marche, Angelana e Pietralunga per l’Umbria, Lanciano e Santegidiese per l’Abruzzo.

E proprio qui trova spazio la voce che più interessa i nostri lettori: per il Molise tra le neopromosse è il Venafro. Un traguardo storico per il club bianconero, inserito peraltro in un girone del tutto inedito rispetto alle consuetudini degli ultimi anni.

L’elenco delle neopromosse prosegue poi con Aranova, Città di Anagni e Certosa per il Lazio, Real Forio, Ebolitana e Gladiator per la Campania, Brindisi e Bisceglie per la Puglia, il Melfi per la Basilicata, il Praia Tortora per la Calabria, Licata, Modica e Avola per la Sicilia, l’Ossese per la Sardegna. Per diverse di queste realtà si tratta della primissima storica partecipazione alla Serie D: è il caso di Millesimo, Lme, Montecchio Gallo, Nibbiano & Valtidone, Pietralunga, Ossese, Aranova, Praia Tortora e Certosa.

Storie di piccoli borghi e vecchie glorie che rinascono altrove

Tra le curiosità di questa stagione spicca anche la presenza di realtà provenienti da centri piccolissimi: il Nibbiano & Valtidone, ad esempio, rappresenta un comune piacentino di meno di 500 abitanti, guidato dal presidente Alberici, dal direttore sportivo Fabrizio Bonfoco e dal tecnico confermato Luca Rastelli.

Non manca infine una storia particolare legata al calcio di Viterbo: la Virtus Campagnano, oggi con i colori giallo-blu grazie al patron Camilli (già alla guida di Grosseto in B e Viterbese in C), rappresenta di fatto un ponte in attesa del ritorno del calcio professionistico nel capoluogo della Tuscia, con la rinascita della Viterbese attesa per la prossima stagione.

Un mosaico, insomma, fatto di grandi ambizioni, storie di rinascita e piccole realtà pronte a giocarsi le proprie carte in uno dei campionati più affascinanti e complessi del panorama calcistico italiano.