C’è un silenzio che a Piedimonte Matese pesa più di ogni comunicato ufficiale. Ed è il silenzio della società biancoverde di fronte alle parole durissime con cui Daniele Napoletano ha annunciato, sui propri canali social, la fine della sua avventura con la maglia che ha difeso per anni.

“Oggi basta”: lo sfogo di un bomber cresciuto in casa

Non le solite righe di circostanza. Napoletano ha scelto parole pesanti, dirette, per raccontare un addio che — a suo dire — non ha mai voluto. “Non sono stato io a voler andare via”, scrive il centravanti, ripercorrendo un’attesa fatta fino all’ultimo istante, nella speranza di continuare a vestire una maglia che per lui, piedimontese doc, non è mai stata solo una squadra di calcio.

Anni di gol, vittorie, delusioni, sempre con la stessa maglia addosso. E poi, secondo la sua versione, condizioni economiche capovolte rispetto al passato, fino a un compenso dimezzato riferito — sono parole sue — dall’attuale direttore Antonio Governucci, che il centravanti indica anche come il proprio procuratore.

Un dettaglio che i tifosi non possono ignorare

Ed è qui che la vicenda smette di essere un semplice caso di mercato e diventa un tema che riguarda l’intera tifoseria biancoverde. Se le parole di Napoletano corrispondono a quanto accaduto, i sostenitori biancoverdi hanno tutto il diritto di veder spiegata nero su bianco.

Il bomber racconta inoltre di essersi visto attribuire situazioni e comportamenti nei quali non si è mai riconosciuto, pur restando in attesa fino alla fine e senza mai essere lui a chiudere la porta.

L’addio a testa alta

Nonostante tutto, Napoletano chiude senza rancore verso la propria gente: parla di una scelta arrivata “fino ad oggi”, di rispetto verso se stesso dopo anni di sacrificio per quei colori, e della consapevolezza di aver sempre dato tutto, dentro e fuori dal campo. Un ringraziamento sentito a chi lo ha sempre sostenuto, e la promessa che Piedimonte resterà casa sua.

Una domanda che resta aperta

Al netto delle rispettive ragioni, quello che oggi emerge con chiarezza è un problema di comunicazione che il Matese si trascina ormai da tutta l’estate. Prima un “ritardo pre-campionato” con l’arrivo del mister pochi giorni fa ora l’addio al proprio bomber più rappresentativo, raccontato dal diretto interessato con toni che chiamano in causa la gestione societaria. I tifosi bianciverdi, che hanno sostenuto Napoletano gol dopo gol, meritano una versione ufficiale, non un altro silenzio.