Aggiornamento su una vicenda che tenevamo d’occhio da giorni: dopo settimane di segnalazioni e diffide rimaste senza esito, la Lega Serie A ha deciso di passare ai fatti e ha interrotto la fornitura del segnale a Tring, il broadcaster albanese finito al centro delle polemiche per la ricezione delle partite anche in territorio italiano.

Il comunicato non lascia spazio a interpretazioni

La nota diffusa dalla Lega giovedì 13 agosto è netta: a partire da quella data non verranno più forniti a Tring i segnali di Serie A Enilive e Coppa Italia Frecciarossa, almeno fino a quando l’emittente albanese non offrirà garanzie concrete di riuscire a impedire che dall’Italia si possa continuare a utilizzare la piattaforma per seguire il campionato e la coppa nazionale. Il documento chiarisce inoltre un punto tecnico non secondario: l’accordo in vigore vietava espressamente qualsiasi forma di overspill del segnale verso il nostro Paese, imponendo la geolocalizzazione della trasmissione OTT al solo territorio albanese, condizione evidentemente disattesa nei fatti.

Un’emittente legale, non un vero pezzotto

Vale la pena ribadirlo, perché il soprannome ha fatto più danni della sostanza: Tring resta un broadcaster legale e licenziatario ufficiale della Serie A in Albania, non un servizio pirata nel senso tradizionale del termine. Il problema, semmai, riguardava esclusivamente la mancata applicazione delle barriere geografiche previste dal contratto, che di fatto rendeva il segnale perfettamente ricevibile anche fuori dai confini albanesi, Italia compresa, senza alcun bisogno di VPN o escamotage tecnici.

Una sproporzione che pesa

Dietro la vicenda resta il solito enorme divario economico che regola il mercato dei diritti sportivi su scala europea: i broadcaster italiani investono cifre ben più elevate per assicurarsi l’esclusiva nazionale, con DAZN che versa circa 700 milioni di euro a stagione contro i circa 4 milioni pagati da Tring per il solo mercato albanese. Un rapporto di forza che rende evidente perché la Lega non potesse più chiudere un occhio, soprattutto considerando che il fenomeno, complice il prezzo estremamente competitivo del pacchetto albanese, stava conquistando sempre più tifosi anche in Italia.

Cosa succede ora

Lo stop, va precisato, non equivale a una rottura definitiva del rapporto commerciale: la sospensione resterà in vigore fintanto che Tring non dimostrerà di aver risolto il problema tecnico della geolocalizzazione, ripristinando così i confini contrattuali del proprio segnale. Nel frattempo, chi in questi mesi aveva scoperto la comodità (e il risparmio) di seguire Serie A e Champions League tramite l’abbonamento albanese dovrà probabilmente fare i conti con uno schermo nero, almeno fino a quando le due parti non troveranno un accordo tecnico che metta tutti d’accordo.