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Il mondo dell’ippica è in lutto: si è spento all’età di 31 anni Varenne, universalmente riconosciuto come il più grande trottatore di tutti i tempi. Il cavallo, diventato una vera e propria leggenda dello sport, era nato il 19 maggio 1995 a Copparo, in provincia di Ferrara, presso l’allevamento Zenzalino, frutto dell’unione tra lo stallone americano Waikiki Beach e la fattrice italiana Ialmaz.

Dopo un esordio agonistico promettente ma sfortunato, il cavallo venne acquistato da Enzo Giordano, che ne affidò la preparazione al tecnico finlandese Jori Turja, mentre in sulky lo accompagnò per gran parte della carriera il driver romano Giampaolo Minnucci.

Una carriera irripetibile

I numeri raccontano la grandezza di un fuoriclasse assoluto: su 73 corse disputate, Varenne ne vinse ben 62. Nel suo palmarès figurano trionfi storici come il Derby italiano del trotto (1998), tre edizioni del Gran Premio Lotteria di Agnano (2000, 2001 e 2002), due Prix d’Amérique (2001 e 2002), due Elitloppet (sempre 2001 e 2002) e la Breeders Crown del 2001.

Il capolavoro assoluto arrivò proprio nel 2001, quando il cavallo completò lo storico Grande Slam, aggiudicandosi nella stessa annata le tre grandi classiche del trotto europeo — Prix d’Amérique, Lotteria ed Elitloppet — per poi coronare l’impresa con il successo nella Breeders Crown negli Stati Uniti. Un traguardo che Varenne riuscì a bissare anche l’anno successivo, chiudendo la propria carriera agonistica con un vero e proprio tour mondiale, conclusosi a Montréal il 28 settembre.

Il commosso saluto della famiglia

Ad annunciare la scomparsa è stata la pagina Instagram ufficiale del “Capitano”, come veniva affettuosamente soprannominato. Il decesso, avvenuto nella notte, sarebbe da ricondurre a un infarto fulminante, come accertato dal veterinario intervenuto sul posto. Un messaggio carico di commozione ha accompagnato l’annuncio, con un pensiero rivolto anche a Enzo Giordano, storico proprietario del cavallo, scomparso a sua volta nel 2025 all’età di 71 anni: un ricongiungimento, quello tra i due, che i fan del “Capitano” hanno voluto sottolineare nel momento del saluto finale.

Se ne va così un pezzo di storia dello sport italiano e mondiale, un cavallo capace di trasformare il trotto in spettacolo puro e di conquistare, corsa dopo corsa, il cuore di un’intera generazione di appassionati.