Oplus_131072

Una riflessione pubblicata sulla pagina Facebook “Un altro calcio” ha acceso i riflettori su un fenomeno che, complice l’avvicinarsi dell’inizio della nuova stagione, riguarda da vicino anche il nostro territorio: quello del calciomercato dei bambini.

La denuncia: “Iscrivetelo da noi”

Come denunciato dalla pagina, appena si chiude una stagione partono telefonate, messaggi e promesse rivolte alle famiglie: contatti con presunte società professionistiche, progetti “importanti” per il futuro dei ragazzi, sconti per chi porta un amico, allenamenti extra a pagamento con “maestri di tecnica”. Un meccanismo che, come sottolinea il post, ricorda da vicino le dinamiche di una vera e propria campagna acquisti, con l’unica differenza che al centro non ci sono calciatori professionisti, ma bambini.

La conseguenza, denuncia ancora “Un altro calcio”, è che molti ragazzi finiscono per essere trattati come clienti da acquisire, più che come atleti da formare: l’obiettivo diventa riempire le rose, far quadrare i bilanci societari, salvo poi ritrovarsi, con l’arrivo dell’autunno, con tanti “nomi sull’elenco” scontenti e demotivati.

Una dinamica non estranea al nostro territorio

Una riflessione che, purtroppo, trova riscontro anche nella realtà del calcio giovanile del nostro territorio, tra Alto Casertano e Molise. Non è raro imbattersi, nel periodo che precede l’inizio della stagione, in dinamiche simili a quelle descritte: promesse di spazio in prima squadra, di contatti privilegiati con società di categoria superiore, di percorsi di crescita “garantiti”, che spesso lasciano il tempo che trovano una volta iniziato realmente il campionato.

Un fenomeno che si scontra frontalmente con la missione originaria dello sport giovanile: quella di educare, formare e accompagnare la crescita dei ragazzi, prima ancora che quella di produrre risultati o incassare iscrizioni. E che, come giustamente sottolineato nel post, finisce inevitabilmente per penalizzare proprio le società più serie, quelle che lavorano con progetti educativi autentici e allenatori che mettono davvero il benessere dei ragazzi al primo posto, spesso in silenzio e senza il clamore delle grandi promesse.

Una riflessione da non archiviare in fretta

La chiusura del post di “Un altro calcio” è tanto amara quanto lucida: abbiamo trasformato il calciomercato dei professionisti nel mercato dei bambini, ed è questa, forse, la sconfitta più grande del calcio giovanile. Una provocazione che, al di là delle singole realtà coinvolte, dovrebbe far riflettere l’intero movimento dilettantistico, chiamato a interrogarsi su quale modello di sport giovanile si voglia realmente costruire per il futuro dei propri territori.

Fonte: pagina Facebook “Un altro calcio”

#CalcioGiovanile #Riflessione #SportEducazione #AltoCasertano #Molise