C’è un ruolo, nel calcio, che vive di un paradosso costante: essere l’ultimo baluardo prima del gol e, allo stesso tempo, il più delle volte, un anonimo tra i protagonisti. È il portiere, figura al centro della riflessione poetica che apre “Portieri – I numeri 1 del calcio”, primo dei due volumi che Daniele Colasuonno ha dedicato interamente a questo ruolo così speciale.
Un saluto che nasconde una solitudine
Il testo si apre con un’immagine semplice ma carica di significato: quel “ciao portiere” che i tifosi rivolgono distrattamente, senza sapere nulla di chi si trova realmente sotto quei guanti colorati. Colasuonno costruisce la sua riflessione proprio su questo scarto: da un lato l’anonimato di chi osserva da fuori, dall’altro la solitudine profonda di chi vive lo sport in una posizione unica, sospesa tra due pali, spesso incompresa da chi guarda solo il risultato finale.
Una solitudine fatta di paura nascosta, di sguardi pesanti dei compagni dopo un gol subito, di parate che agli occhi del pubblico sembrano scontate ma che nascondono, in realtà, tecnica e coraggio.
La filosofia dell’autore: valorizzare chi vive “nell’ombra”
Non è la prima volta che Colasuonno, allenatore CSI ed ex infermiere milanese, dedica la propria scrittura a chi nel calcio dilettantistico si muove lontano dai riflettori. Nella sua produzione letteraria, che comprende anche titoli come “DNA Portiere”, “Difensori” e il romanzo “Mister, dopo entro io?”, l’autore torna spesso su un tema a lui caro: dare voce e dignità narrativa ai campi di provincia e a chi li vive ogni domenica, lontano dai grandi stadi e dai riflettori del calcio professionistico.
Anche in questo caso, il messaggio finale della riflessione va in questa direzione: al di là dell’incomprensione di chi osserva da fuori, ogni parata spettacolare, ogni volo sotto la traversa, vale l’intera fatica e la solitudine del ruolo. Un invito, quasi affettuoso, rivolto a tutti i portieri: continuare a sorridere, nonostante tutto.
Un libro-manifesto per chi ha scelto la porta
“Portieri – I numeri 1 del calcio” si propone così non solo come raccolta di aneddoti e cenni storici sui più importanti numeri uno della storia del calcio, ma come un vero e proprio manifesto dedicato a chi, ogni weekend, sceglie di indossare i guanti e affrontare in prima persona la paura del gol, con tutto il carico emotivo che questo comporta.
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