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Umiltà, sacrificio e compattezza: il tecnico calabrese ha saputo trasmettere alla squadra i propri valori, portando i biancocelesti al miglior avvio di sempre nelle prime cinque giornate di Serie A, in un clima tutt’altro che sereno intorno al club

C’è un dettaglio che rende ancora più straordinario il momento che sta vivendo la Lazio: il rendimento record della squadra arriva in un contesto tutt’altro che disteso, con una tifoseria in aperto contrasto con la proprietà e un ambiente scosso da inchieste e tensioni extra campo. Eppure Gennaro Gattuso, l’uomo abituato a lottare con umiltà e sacrificio anche nei momenti più difficili della propria carriera da calciatore, è riuscito a isolare la squadra da tutto questo rumore, trasmettendo ai propri giocatori esattamente gli stessi valori che hanno segnato il suo percorso.

Un avvio mai visto nella storia del club

I numeri raccontano un dato clamoroso: quattro vittorie e un pareggio nelle prime cinque giornate di campionato, per un totale di 13 punti conquistati. Il migliore avvio mai registrato dalla Lazio nella propria storia in Serie A. A completare il quadro, un equilibrio quasi perfetto tra le due fasi di gioco: 8 gol segnati e appena 3 subiti, numeri che hanno permesso ai biancocelesti di issarsi in vetta alla classifica insieme a Inter e Roma.

Nemmeno le squadre degli scudetti avevano fatto meglio

Un primato che acquista ancora più valore se confrontato con i grandi precedenti della storia biancoceleste. Nemmeno la Lazio dello scudetto 1973-74, quella di Tommaso Maestrelli, Chinaglia, Re Cecconi e Wilson, era riuscita a fare meglio nelle prime cinque gare, fermandosi a due vittorie, due pareggi e una sconfitta. Stesso discorso per la Lazio di Sven-Göran Eriksson, quella del secondo scudetto nel 2000, capace di raccogliere tre vittorie e due pareggi nell’avvio di quella stagione. Anche i punti di partenza firmati Mancini nel 2002-03 restano dietro rispetto a quanto costruito quest’anno da Gattuso.

La forza di isolare la squadra dal rumore esterno

Ciò che colpisce maggiormente, però, non sono solo i numeri, ma il contesto in cui sono maturati. In un momento in cui buona parte della tifoseria manifesta apertamente il proprio dissenso verso la gestione societaria, complice anche il peso di vicende giudiziarie che coinvolgono l’ambiente Lazio-Lotito, Gattuso ha scelto la strada dell’isolamento tecnico, concentrando l’attenzione del gruppo esclusivamente sul rettangolo verde. Una scelta che sta pagando, e che testimonia la capacità del tecnico calabrese di trasformare le difficoltà in carburante, proprio come ha sempre fatto da calciatore.

Compattezza come marchio di fabbrica

Il vero merito di Gattuso, più che nei singoli risultati, sta nell’aver saputo costruire un’identità solida in tempi rapidissimi: una squadra compatta, equilibrata, capace di soffrire quando serve senza mai perdere la propria organizzazione. Un gruppo che sembra aver fatto proprio il credo del proprio allenatore: prima il sacrificio, poi tutto il resto.

La sfida ora è la continuità

Resta da capire se questo straordinario avvio potrà essere confermato nel lungo periodo, ma una cosa è certa: mai una Lazio era stata così in alto dopo cinque giornate di campionato. E il fatto che tutto questo stia accadendo mentre fuori dal campo la tensione resta alta rende il lavoro di Gattuso ancora più prezioso agli occhi di un ambiente che, nonostante tutto, ha trovato nella propria squadra un motivo concreto per sognare.

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