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Decide un gol al 43′ del primo tempo. Mancone abbracciato dai suoi, grande prova del giovane portiere Rea. Da registrare l’infortunio di Petruccelli

GAETA – È finita al Riciniello: Gaeta-Cassino 0-1. La firma è di Luigi Lucchese, al 43′ del primo tempo, un gol che vale tre punti pesanti conquistati su un campo difficile, in una partita giocata a viso aperto.

Una gara gestita con intelligenza

Il Cassino ha saputo gestire con intelligenza entrambe le frazioni di gioco, cercando il vantaggio con continuità nella prima parte di match e andando vicino al bersaglio in più occasioni prima di trovare lo sblocco. Ma la scena più bella è arrivata proprio dopo la rete: la corsa e l’abbraccio corale di tutto il gruppo verso mister Davide Mancone, il regalo più bello che i suoi ragazzi potessero dedicargli.

L’unica nota stonata della gara è stato l’infortunio di Alessandro Petruccelli, costretto a lasciare il campo sul finire della prima frazione di gioco.

Una ripresa di sofferenza e carattere

Nella seconda frazione il Gaeta ha provato fino all’ultimo secondo a trovare il gol del pareggio, regalando brividi al Riciniello fino al triplice fischio. Ma il Cassino ha retto con carattere e ordine, senza mai concedere spazi pericolosi agli avversari. Tra i migliori in campo il giovane portiere Rea, autore di interventi decisivi nei momenti che contavano di più.

Una vittoria che porta la firma del gruppo. Avanti così.

Uno scatto, un pensiero per chi non c’era

Gradoni vuoti, nessuno sugli spalti ospiti: per la terza volta in sei partite tra campionato e Coppa Italia. Eppure i ragazzi ci sono corsi lo stesso, sotto quella curva deserta, ad applaudire un silenzio che silenzio non era. Perché chi ama davvero non ha bisogno di esserci per farsi sentire, e loro lo sapevano, lo sentivano.

“Questa vittoria a Gaeta, tre punti preziosi e sudati fino al triplice fischio, è dedicata a chi era lontano ma non assente: a chi ha tifato da casa, dall’auto, dal telefono, con il cuore stretto e gli occhi sul risultato. Quell’applauso era per loro, e questi tre punti sono loro”.