Oplus_131072

Il DS si racconta dopo le dimissioni: dalla salvezza storica alle incomprensioni interne, fino alle prospettive future. “Pronto a restare fermo se non arrivano progetti seri”

ALIFE– Dopo la sua decisione di lasciare l’incarico di direttore sportivo dell’Alife, formazione di Eccellenza molisana, Giovanni Caiazzo ha scelto di raccontarsi a Punto Sport Stadio, ripercorrendo un’esperienza fatta di sacrifici, soddisfazioni e, nel finale, incomprensioni.

«Vado via dall’Alife veramente a malincuore e con tanta delusione», esordisce Caiazzo. «Credevo in questo progetto e in una crescita globale del club. Sono arrivato in questa società in un momento di enorme difficoltà, ma non ho avuto paura di mettermi in gioco e provare l’impossibile».

La salvezza storica: “Per me vale come uno scudetto”

Un lavoro che ha portato a un risultato mai raggiunto prima nella storia del club: «Alla fine abbiamo ottenuto una salvezza storica per la società, la prima da quando esiste l’Alife. Questo per me equivale alla vittoria di un campionato».

Un percorso, quello di Caiazzo, costruito gradino dopo gradino: «Sono partito da basse categorie, mi sono costruito da solo fino a conseguire il diploma da direttore sportivo professionista, e non mi spaventava certo quella situazione di classifica».

La squadra costruita quest’anno: “Poteva giocarsela con chiunque”

Guardando alla stagione in corso, il direttore sportivo rivendica con orgoglio il lavoro svolto sul mercato: «Quest’anno credo di aver costruito una squadra che poteva giocarsela con chiunque, e credo che le gare con San Leucio e Matese lo abbiano dimostrato».

Le crepe con lo staff tecnico

Ed è qui che arriva il nodo della questione, affrontato senza troppi giri di parole: «Però si è inclinato qualcosa con lo staff tecnico, differenza di vedute che già a inizio anno avevano suscitato in me delle perplessità sul restare». Parole che lasciano intendere come le tensioni interne fossero latenti da tempo, ben prima dell’ufficialità delle dimissioni.

I ringraziamenti

Nonostante l’epilogo amaro, Caiazzo non dimentica chi gli ha dato fiducia: «Mi sento di ringraziare esclusivamente il presidente Di Costanzo per aver creduto in me, e il mio compagno di viaggio dello scorso anno Gigi Di Baia».

Il futuro: “Pronto anche a restare fermo”

Sul proprio avvenire, il direttore sportivo non ha fretta: «Ora mi riposo un po’, in attesa di qualche società seria che voglia costruire qualcosa di importante e che non voglia essere solo una meteora. Ma se dovessero arrivare progetti poco stimolanti, non avrò problemi a restare a casa per un po’».

Una presa di posizione netta, quella di Caiazzo, che chiude un capitolo importante della sua carriera guardando avanti con la consapevolezza di chi, in una piazza difficile, ha comunque lasciato un segno nella storia del club.