Dopo sei sconfitte in sei partite, il club lagunare ribalta la panchina e si affida a un tecnico che nei casi disperati ha costruito la sua reputazione. Debutto sabato al Penzo contro il Napoli.

Quando una stagione parte con un 0 in classifica dopo sei turni, la domanda non è più se cambiare, ma chi chiamare. Il Venezia ha risposto con un nome che a molti sembra scritto nel destino di certe squadre: Davide Nicola. Il club ha affidato la prima squadra al tecnico piemontese fino al termine della stagione 2027/28, con effetto da giovedì 15 ottobre. La svolta arriva dopo l’esonero di Giovanni Stroppa, deciso il 13 ottobre dopo la sesta sconfitta di fila, l’ultima una battuta d’arresto per 3-1 a Bergamo contro l’Atalanta.

Un nome, una specialità. Nicola non arriva a Venezia con la promessa di rivoluzionare il gioco. Arriva con un mestiere: tirare fuori squadre dai fondali. Il curriculum lo racconta senza bisogno di enfasi. Dopo gli esordi in C col Lumezzane e la promozione in Serie A con il Livorno, la sua firma è comparsa su una lunga serie di salvataggi: una storica salvezza col Crotone, poi il Genoa portato dall’ultimo posto alla permanenza in A, quindi Torino, Salernitana ed Empoli, sempre con l’obiettivo centrato. Anche la sua ultima stagione piena, al Cagliari, si era chiusa al quindicesimo posto con 36 punti. Il quadro si ferma a marzo, quando lasciò la panchina della Cremonese in seguito all’esonero. Il suo ritorno a Venezia arriva sette mesi dopo, e fa pensare a un incastro cercato più che casuale.

La scelta e le parole. Nel suo primo messaggio ai tifosi, Nicola ha parlato di un club che gli è sembrato orientato al lungo periodo e con la voglia di costruire, e ha raccontato che il direttore Antonelli, già conosciuto, gli ha trasmesso la sensazione di essere stato voluto davvero. Il tono è quello di chi ha visto giocare la squadra e non l’ha trovata senza risorse: nei giocatori dice di aver notato una chimica positiva. Per l’obiettivo, le intenzioni sono già chiare: la salvezza. E per riuscirci chiede ai suoi emozioni e pagine di storia da scrivere insieme alla gente.

Lo staff. Con lui arrivano tre collaboratori: Manuele Cacicia come collaboratore tecnico, Gabriele Stoppino come preparatore atletico e Lorenzo Squizzi per i portieri. Un gruppo di lavoro compatto, messo in piedi in fretta.

Il primo esame. Il calendario non fa sconti. Sabato 17 ottobre c’è il Napoli di Allegri: Nicola debutterà in casa, e a quel punto si capirà quanto di nuovo si possa costruire in due giorni di lavoro. Gli azzurri arrivano dal ko col Villarreal in Champions, un incidente di percorso che potrebbe renderli più nervosi, non meno pericolosi. Poi la domenica 25 ottobre porta la trasferta al Ferraris, campo che per lui ha un sapore particolare: è lo stadio del Genoa, la squadra che aveva già salvato nel 2019.

La storia di Nicola dice che il Venezia non ha scelto un salvatore miracoloso, ma un professionista dell’emergenza. Per una squadra ferma al palo, è già un buon punto di partenza.