Il campionato è alle porte. Ma lo stadio? È ancora un mistero.
A Pietramelara, i tifosi sono pronti a incitare i loro beniamini. Ma c’è un piccolo, enorme problema: potranno farlo dagli spalti… o di nuovo dal balcone di casa?
Negli ultimi anni, il “Pasqualino Leonardo” è stato tristemente noto più per le sue chiusure che per le sue aperture. Gare a porte chiuse, pubblico tenuto fuori dai cancelli, bambini costretti a sognare il calcio… dalla recinzione.
Un teatro dello sport diventato teatro dell’assurdo.
LA DOMANDA CHE TUTTI FANNO (E NESSUNO RISPONDE): APRIRETE?
È questa la domanda che campeggia oggi nella mente dei tifosi e dei cittadini.
Il campionato incombe. Le squadre si preparano. Le emozioni si riaccendono. Ma le serrature dello stadio sono ancora in attesa di una risposta.
Da indiscrezioni – rigorosamente non ufficiali – pare che la proprietà abbia speso qualche soldino per tinteggiare, sistemare, mettere una pezza qua e là. Ma qui non si tratta di abbellimenti estetici:
Il campo è omologato?
Le tribune sono agibili?
Il Comune cosa dice?
Domande semplici. Lecite. Ma che rimbalzano nel vuoto più di un pallone su un campo in cemento.
SATIRA O REALTÀ?
C’è chi, con ironia amara, paragona la gestione dell’impianto a un reality show:
“Si apre? Non si apre? Votate col televoto!”
Altri propongono un “indennizzo morale per ogni gara vista dal cancello”, con tanto di retroattività a partire dal 2021.
Ma la realtà è ben meno comica:
a essere penalizzati sono centinaia di appassionati locali, giovani che vorrebbero vivere la passione dal vivo, famiglie che vedono nello sport una domenica diversa, e una comunità che si sente sempre più tagliata fuori da uno dei suoi simboli.
BASTA SILENZI. SERVE UN COMUNICATO.
A questo punto, non si chiedono miracoli. Si chiedono risposte.
Che il Comune di Pietramelara e i gestori dell’impianto abbiano almeno il coraggio e il rispetto di parlare. Di dire sì, o no. Di prendersi la responsabilità che si deve a una comunità che merita di vivere il calcio e non di subirlo.
E magari, per una volta, di vedere quei cancelli spalancati… e non più solo imbiancati.
