Nel girone B della Promozione sarda c’è una squadra che corre da sola, con il vento alle spalle e nessuna intenzione di fermarsi. L’Alghero non conosce mezze misure: gioca, vince e allunga. Sempre. Dopo diciassette giornate il dato è clamoroso quanto semplice da leggere: diciassette partite, diciassette successi. Zero macchie, zero rallentamenti.

Il campionato, di fatto, sembra già aver preso una direzione precisa. Alle spalle dei giallorossi, l’Usinese insegue ma lo fa da lontano, lontanissimo: quattordici punti di distacco al giro di boa sono un segnale forte, quasi definitivo. Non è solo una questione di classifica, ma di sensazioni. L’Alghero trasmette superiorità, controllo, continuità.

La squadra di Mauro Giorico ha trasformato la rabbia sportiva per la retrocessione dello scorso maggio in benzina pura. Nessuna cicatrice aperta, nessun passo indietro: l’obiettivo è stato fissato subito, il ritorno in Eccellenza, e perseguito con una regolarità impressionante. Ogni domenica un tassello in più, ogni partita la conferma di una leadership mai messa in discussione.

Il dominio non è solo nei risultati, ma nei numeri che raccontano il campo: miglior attacco del girone, difesa più solida di tutte, equilibrio perfetto tra forza offensiva e attenzione tattica. Una squadra che segna tanto e concede pochissimo, dando l’idea di sapere sempre come e quando colpire.

In un panorama nazionale in cui vincere tutte le gare è un evento rarissimo, l’Alghero si ritaglia uno spazio speciale: è una delle pochissime realtà, a ogni livello del calcio italiano, a poter vantare un percorso netto. Un rullo compressore che ha già messo in archivio il girone d’andata e guarda al ritorno con la serenità di chi sa di essere padrone del proprio destino.

Se il ritmo resterà questo, più che se l’Alghero salirà di categoria, la vera domanda diventa quando. E forse, questa volta, con largo anticipo.