Il nuovo anno si apre esattamente come si era chiuso: con il Trauni che vince, convince ed emoziona. Al Comunale di Dragoni, davanti a un pubblico numeroso e caloroso, la squadra di mister Achille Grieco supera 4–2 un ottimo Pratella e si conferma capolista del girone di Seconda Categoria, laureandosi Campione d’Inverno.
Un pomeriggio perfetto, iniziato e concluso… con i fuochi d’artificio.
La scenografia migliore per una squadra che continua a regalare spettacolo e risultati.
Pratella avanti, ma il Trauni non molla mai
La partita parte subito forte: il Pratella di mister Cocco scende in campo con grande personalità e colpisce al momento giusto.
Su calcio d’angolo, Carbone – attaccante di peso e di qualità – svetta indisturbato e batte Pengue per lo 0–1.
Doccia fredda per il Trauni, ma non per lo spirito della squadra.
La reazione è immediata, feroce, da vera capolista.
Il Cirioli-show ribalta tutto
Il protagonista del primo tempo ha un nome preciso: Cirioli.
Prima firma il gol del pareggio con una stoccata precisa, poi completa la rimonta con una rete che fa esplodere gli spalti.
Due gol, tanta corsa, spirito di sacrificio e quell’attitudine da leader silenzioso che incarna perfettamente la filosofia del Trauni.
Carbone firma il 2–2, ma il Trauni ha un’anima più grande
Il Pratella non alza bandiera bianca e ancora Carbone – con una punizione magistrale dai 35 metri – riporta tutto in equilibrio.
Un gol da applausi, che avrebbe tagliato le gambe a molte squadre.
Non al Trauni.
Grieco cambia la partita: dentro Marra, dentro energia
Nel secondo tempo mister Grieco dimostra ancora una volta perché è uno dei tecnici più stimati dell’Altocasertano: legge la partita, cambia gli equilibri, sceglie il momento giusto.
Dentro Marra, non al meglio fisicamente ma sempre decisivo quando la palla scotta.
E la partita si piega definitivamente.
Barbiero e De Biasi sigillano la vittoria
È Barbiero, esperto e letale, a firmare il gol del nuovo vantaggio.
Poi ci pensa De Biasi, con un colpo da attaccante vero, a chiudere definitivamente il match sul 4–2.
Triplice fischio, esplode la festa: cori, applausi, tamburi e un entusiasmo che sembra non finire mai.
