Parigi non smette di parlare italiano. Anche senza il suo numero uno, il tennis azzurro risponde presente e lo fa con carattere, cuore e resistenza. Al Roland Garros 2026, l’Italia porta tre giocatori agli ottavi di finale: Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi. Una dimostrazione di forza collettiva che va oltre la delusione per l’eliminazione prematura di Jannik Sinner.
Se da un lato l’uscita del leader azzurro ha lasciato un vuoto, dall’altro la risposta degli italiani è stata immediata, concreta, quasi rabbiosa. Cobolli ha confermato il suo momento straordinario, imponendosi con autorità e conquistando un posto tra i migliori sedici del torneo.
Ma è nelle imprese di Berrettini e Arnaldi che si legge tutta la voglia di non mollare. Due battaglie epiche, due maratone decise al super tie-break del quinto set, dove contano nervi saldi e cuore oltre il limite. Il romano ritrova sé stesso nella terra che più esalta la fatica, mentre Arnaldi continua a crescere, mostrando una maturità sempre più evidente nei momenti chiave.
Tre storie diverse, un’unica direzione: tenere alta la bandiera italiana sul rosso di Parigi.
Adesso il livello si alza, e con esso le ambizioni. Agli ottavi, gli azzurri si troveranno di fronte sfide tutt’altro che semplici:
Cobolli (10) contro Svajda
Berrettini contro Cerundolo
Arnaldi contro Tiafoe (19)
Match duri, da giocare punto su punto, senza margine di errore. Ma se c’è una cosa che questa giornata ha dimostrato è che l’Italia c’è. Eccome se c’è.

