Ci sono storie che non finiscono mai. Si fermano, prendono fiato… e poi ripartono più forti di prima. Mario Guida e l’Anzio sono una di quelle.

Dopo un anno lontano dalla panchina, il tecnico biancoceleste torna a casa. Non è solo un ritorno, è una scelta che sa di identità, appartenenza e amore puro per questi colori. Perché Guida non è stato solo allenatore: è stato capitano, simbolo e punto di riferimento di un’intera comunità.

La sua storia con l’Anzio è fatta di tappe indelebili. Dall’esordio in panchina nella stagione segnata dal Covid, con un sorprendente terzo posto, fino alla crescita costante culminata con il secondo posto dell’anno successivo. Poi il capolavoro: la promozione in Serie D, un traguardo storico conquistato con idee, lavoro e coraggio.

E quando tutto sembrava complicarsi, Guida ha tirato fuori il meglio: due salvezze ottenute contro pronostico, in mezzo a difficoltà e risorse inferiori rispetto ad altre realtà. Un vero miracolo sportivo, costruito con organizzazione, carattere e un calcio sempre propositivo, mai rinunciatario.

Adesso si riparte. Con la stessa fame, la stessa passione e un obiettivo chiaro: ricostruire quell’identità forte che ha reso l’Anzio una squadra temuta e rispettata.