A Monteroduni non si costruisce solo una squadra, ma un’identità. E il progetto portato avanti dal presidente Cristinzio va esattamente in questa direzione: ripartire dai ragazzi del posto, da chi questa maglia la sente davvero.

Le parole sono chiare e raccontano una visione precisa:

“Abbiamo avuto contatti da ragazzi del posto e siamo soddisfatti del lavoro che stiamo svolgendo. Al momento abbiamo 16 ragazzi monterodunesi doc, metteremo nel gruppo 5 ragazzi di fuori che possono sposare la nostra causa”.

Un gruppo costruito con logica e appartenenza, dove il cuore locale sarà il vero punto di forza. Una scelta che non è solo tecnica, ma profondamente sociale: dare spazio ai giovani del territorio e creare una squadra che rappresenti davvero il paese.

Tra i nomi che iniziano a circolare ci sono profili già conosciuti nell’ambiente e graditi anche al DS Patriarca: Alessio Raucci, Vincenzo Manera e Alfonso Placella. A questi si aggiungeranno altri innesti, alcuni già definiti ma non ancora ufficializzabili per questioni personali.

E poi c’è l’attesa per la cosiddetta “ciliegina sulla torta”. Un nome che a Monteroduni non ha bisogno di presentazioni: Mario Ferri. Il contatto con Patriarca è concreto e si lavora agli ultimi dettagli per riportare a casa uno dei simboli del calcio locale.

Un ritorno che avrebbe un valore che va oltre il campo.

Monteroduni, intanto, manda un messaggio forte:
prima di tutto il paese, prima di tutto l’identità.

E quando una squadra nasce così… può diventare qualcosa di speciale.