Vicepresidente, segretario e braccio destro del presidente Nino Enrico Paone: lontano dai riflettori, Gazerro rappresenta la memoria, la continuità e la forza nascosta del club.
Nel calcio si parla quasi sempre di chi segna, di chi allena, di chi alza una coppa. Molto più raramente si raccontano le storie di chi resta dietro le quinte, di chi arriva prima degli altri e va via per ultimo, di chi risolve i problemi senza cercare applausi.
Al Rufrae Presenzano, quell’uomo ha un nome e un cognome: Giuseppe Gazerro.
Da 18 anni è al servizio della società, ricoprendo oggi il doppio ruolo di vicepresidente e segretario. Ma queste qualifiche, da sole, non bastano a spiegare ciò che Giuseppe rappresenta davvero per il club: è il braccio destro del presidente Nino Enrico Paone, il riferimento costante, la persona che accompagna ogni scelta importante e che, spesso in silenzio, trasforma le idee in realtà.
L’uomo che lavora quando gli altri non lo vedono
Dietro una squadra di calcio non ci sono soltanto allenamenti, trasferte e novanta minuti di partita. Ci sono documenti da preparare, scadenze da rispettare, rapporti con gli organi federali, problemi da risolvere e responsabilità che raramente finiscono sui giornali.
Gazerro segue la gestione amministrativa, sportiva e burocratica della società, curando anche i delicati rapporti con FIGC e LND. È, in molti aspetti, il motore operativo del Rufrae: quello che lavora mentre gli altri guardano il campo, quello che mette ordine quando tutto sembra complicato.
Non ama apparire. Non cerca fotografie, titoli o passerelle. Preferisce essere utile.
Ed è forse proprio questa la sua grandezza: aver dedicato una parte importante della propria vita al calcio di Presenzano senza mai chiedere nulla in cambio, se non la soddisfazione di vedere quei colori ancora vivi.
Al fianco di Paone, sempre
Ogni presidente ha bisogno di qualcuno di cui fidarsi davvero. Non soltanto di un collaboratore, ma di una presenza capace di esserci nei momenti belli e, soprattutto, in quelli difficili.
Per Paone, quella presenza è Giuseppe Gazerro.
Dietro molte decisioni del presidente c’è il confronto con lui. Dietro molte operazioni c’è il suo lavoro. Dietro la serenità con cui la società affronta gli ostacoli c’è spesso la sua capacità di trovare una soluzione.
Non è un rapporto costruito soltanto su incarichi e ruoli. È un legame fatto di fiducia, lealtà e condivisione. Due uomini uniti dalla stessa idea: dare a Presenzano una squadra della quale essere orgogliosi.
Diciotto anni che raccontano una vita
Diciotto anni nel calcio dilettantistico sono un’eternità. Significano sacrifici personali, serate trascorse tra carte e telefonate, domeniche vissute con il cuore in gola, vittorie festeggiate e delusioni affrontate senza scappare.
Gazerro ha conosciuto stagioni diverse, ha ricoperto anche incarichi di vertice nella storia del Rufrae e ha accompagnato il club attraverso momenti di crescita, difficoltà e ripartenza. La sua figura rappresenta continuità e memoria, il filo che tiene insieme passato, presente e futuro della società.
Chi lo conosce nel mondo del calcio lo descrive come una persona competente, corretta e capace di costruire rapporti umani veri. C’è chi lo considera un esempio di calcio “pulito” e chi sottolinea che ogni squadra dovrebbe avere un dirigente come lui. Parole che valgono più di qualsiasi trofeo, perché raccontano l’uomo prima ancora del dirigente.
Il valore di chi non sale mai sul palco
Ci sono persone che non sollevano coppe, ma permettono agli altri di farlo. Non entrano in campo, ma rendono possibile ogni partita. Non chiedono il centro della scena, perché hanno scelto di proteggere la squadra da dietro.
Giuseppe Gazerro è una di queste persone.
Il Rufrae Presenzano continua a camminare anche grazie alle sue mani, alla sua esperienza e a quella presenza discreta che, dopo diciotto anni, è diventata parte dell’identità stessa del club.
E forse il riconoscimento più bello è proprio questo: sapere che, quando si parlerà della storia del Rufrae, accanto ai presidenti, agli allenatori e ai calciatori, ci sarà sempre il nome di chi ha lavorato in silenzio affinché quella storia potesse continuare.
Giuseppe Gazerro non ha mai cercato i riflettori ma ha illuminato sempre la strada agli altri.
