Il campionato di Eccellenza molisano si presenta con una fisionomia particolare in vista della prossima stagione. Come segnalato dal giornalista Valerio Caprino, il massimo campionato regionale non è riuscito a raggiungere il tetto delle 16 squadre: nessuna società ha infatti presentato domanda di ripescaggio, lasciando il girone fermo a quota 15 partecipanti.
Un’anomalia numerica a cui se ne affianca un’altra, forse ancora più curiosa: delle 15 società iscritte, soltanto otto appartengono effettivamente al territorio molisano. Si tratta di Aesernia Fraterna, Bojano, C.N.C. Sporting, Montenero, Olympia Agnonese, Real Guglionesi, San Leucio e Sesto Campano, distribuite tra le province di Isernia e Campobasso.
Le restanti sette formazioni arrivano invece da regioni limitrofe. La rappresentanza più consistente è quella campana, con quattro club della provincia di Caserta: Alife, Aurora Alto Casertano, Matese e United Alife Gioiese. Completano il quadro due squadre pugliesi della provincia di Foggia, Atletico Torremaggiore e Pietramontecorvino, e un’unica presenza abruzzese, il Castel di Sangro, dalla provincia dell’Aquila.
Si tratta, in ogni caso, di società storicamente radicate nelle zone di confine con il Molise, che da anni ormai gravitano stabilmente sui campionati regionali molisani per ragioni geografiche e logistiche.
Una riflessione sul contesto
Nel suo intervento, Caprino ha offerto anche una lettura più ampia del fenomeno, invitando a guardare la situazione con equilibrio. Il cronista sottolinea come il campionato di Eccellenza molisano vada rapportato al bacino d’utenza reale della regione: trattandosi in larga parte di comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, le società farebbero comunque il massimo possibile, scontrandosi con oggettivi limiti economici e demografici più che con mancanza di volontà organizzativa.
Caprino ha speso parole di apprezzamento particolare per la genuinità che ancora caratterizza il movimento molisano, portando ad esempio la gestione della finale di Coppa Italia regionale. Il giornalista ha ricordato come negli ultimi anni l’appuntamento sia stato ospitato in campo neutro, in alcuni tra gli stadi più suggestivi della regione — Agnone e Isernia su tutti — nella giornata di domenica, con il blocco degli altri campionati per consentire la massima partecipazione di pubblico e addetti ai lavori. Una formula che, a detta di Caprino, testimonianza diretta di chi ha seguito tre finali negli ultimi anni, potrebbe rappresentare un modello anche per comitati regionali di territori più grandi.
