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Stasera alle 20:45 i ciociari, 10 punti in cinque gare e una sola sconfitta nelle ultime 22 ufficiali, vanno a caccia dell’impresa nello stadio che farà registrare il primo sold-out stagionale

NAPOLI, 10 ottobre 2026 – C’è chi arriva al Maradona per farsi un selfie con la storia e chi ci arriva per scriverne un pezzetto. Il Frosinone appartiene alla seconda categoria. Massimiliano Alvini, che di stasera ha fatto un esame di maturità, lo ha spiegato con i fatti: la sua squadra non chiede il permesso, gioca.

Il metodo Alvini

I numeri raccontano meglio delle parole. Secondo quanto riportato da CalcioNapoli1926, i ciociari hanno perso una sola volta nelle ultime 22 gare ufficiali, quell’1-0 con la Juventus del 23 agosto, e nel frattempo hanno messo in fila 14 vittorie e 7 pareggi tra la fine della scorsa stagione e l’inizio della nuova. Fuori casa non perdono da 17 partite consecutive, con 9 successi e 8 pareggi: l’ultimo ko esterno risale al 4 ottobre 2025, il 3-0 di Venezia.

A certificare il momento ci ha pensato anche la Lega Serie A, che ha assegnato a Alvini il premio di allenatore del mese per agosto-settembre. Nelle motivazioni, l’amministratore delegato De Siervo ha sottolineato come una neopromossa sia riuscita a imporsi contro avversarie di alto livello grazie a pressing, intensità e dinamismo, il tratto distintivo del tecnico toscano, valorizzando una rosa con tanti giovani talenti italiani. Il trofeo gli sarà consegnato il 16 ottobre, nel pre-partita con il Sassuolo allo Stirpe.

L’uomo prima dell’allenatore

Dietro i risultati c’è una storia che merita di essere raccontata. Alvini, nato a Fucecchio, ha costruito la carriera partendo dal basso, dalle giovanili e dai campi di provincia, fino alla Serie B con il Perugia. Dopo la delusione di Cosenza, chiusa con la retrocessione e una separazione consensuale, nel luglio 2025 ha accettato la sfida Frosinone, riportando i ciociari in massima serie. A casa, in Toscana, la città gli ha reso omaggio al Teatro Pacini con due targhe, davanti agli amici d’infanzia, al fratello Enrico e a un pubblico che ha applaudito non solo il tecnico dei risultati, ma l’uomo che sta dietro la lavagna.

Come può far male al Napoli

Il suo Frosinone si presenta con il 4-2-3-1: Palmisani in porta, Oyono, Calvani, Cittadini e Bracaglia in difesa, Masini e Calò a protezione della mediana, Ghedjemis, Schmid e Kvernadze alle spalle di Bobcek. Il georgiano e Raimondo, insieme, avevano prodotto 7 gol e un assist prima della sosta, mentre Schmid ha già confezionato cinque assist. Proprio Raimondo è la nota del giorno: alla vigilia ha provato in tutti i modi a rientrare ed è nella lista dei convocati, ma resta da capire quanto minutaggio possa garantire.

Il Napoli, dal canto suo, deve fare i conti con un’infermeria piena, con le assenze di Anguissa, Buongiorno, Olivera, Vergara e Favasuli, e con i dubbi su Politano. Allegri dovrebbe affidarsi al 3-4-2-1, con Milinkovic-Savic favorito su Meret e De Bruyne e Neres alle spalle di Hojlund. McTominay, ha spiegato il tecnico, sarà convocato e potrà dare venti-trenta minuti. Gli azzurri arrivano da quattro sconfitte nelle ultime sette partite ufficiali in casa, e questo è un dettaglio che Alvini conosce bene.

La chiave della partita

Il difensore Bracaglia, alla vigilia, ha riassunto il pensiero di tutto lo spogliatoio: rispetto per il Napoli, ma identità intatta. È la filosofia di un gruppo che non cambia pelle in base all’avversario. Se i ciociari manterranno ordine, ritmo e coraggio, il Maradona dovrà fare i conti con una neopromossa che ha già dimostrato di non soffrire il peso dei grandi palcoscenici. Dirigerà Feliciani di Teramo, e la gara sarà visibile su DAZN e Sky.