Lo sguardo lungimirante sui giovani, la Serie D conquistata e mantenuta per quattro anni, una competenza che oggi è merce rara: la presenza di Rega al match tra Boys Vairano e Real Mignano fa parlare tutto l’ambiente

VAIRANO PATENORA – A volte basta una presenza per riaccendere una piazza. Domenica scorsa, sugli spalti del campo comunale di Sesto Campano, che ha visto la sfida tra Boys Vairano e Real Mignano, è comparso un volto che il calcio locale aspettava da tempo: Luigi Rega, ex presidente del Comprensorio Vairano, la società da cui nacque poi la FC Matese. Nessuna dichiarazione, nessun annuncio, ma tanto è bastato perché in tribuna e nei bar del paese si accendessero subito le ipotesi.

L’uomo che portò Vairano in Serie D

Parlare di Rega significa parlare di un calcio che ragionava in grande. Sotto la sua guida il Comprensorio Vairano ha saputo scalare le categorie, fino a raggiungere la Serie D e a restarci per quattro stagioni. Un traguardo che, nel panorama dilettantistico, non è mai frutto del caso: servono visione, programmazione, rapporti solidi con il territorio e quella capacità di tenere insieme ambizioni e conti, che è sempre più rara. Dal Comprensorio, con l’unione con il Tre Pini di Piedimonte Matese, nacque la FC Matese, che portò i colori verdeoro nel palcoscenico del girone F della quarta serie.

Quello che manca al calcio di oggi

C’è un motivo se il suo nome torna con tanta insistenza nelle chiacchiere degli appassionati. Rega era un presidente che investiva sui giovani, che sapeva dare fiducia a chi si affacciava al calcio dei grandi e che metteva la passione davanti a tutto. Il suo modo di vivere la società, fatto di presenza, ansia positiva e lungimiranza, oggi appare quasi irripetibile. E in tanti, tra tifosi, addetti ai lavori e dirigenti, non nascondono che da quando non c’è più la sua guida, i risultati non sono stati all’altezza della storia scritta insieme.

Un’ipotesi che fa sognare

Che cosa significhi la sua presenza a Vairano, per ora, non lo sa nessuno. Molti hanno subito pensato a un interesse verso la terra dove ha ottenuto i risultati più belli, dove il suo nome ha ancora un peso e dove il suo ricordo è ancora vivo. Non c’è nulla di ufficiale, e sarebbe scorretto dire altrimenti: ma l’ipotesi di un ritorno, con tutto quello che un dirigente di questa levatura rappresenta in termini di professionalità, non si può escludere. E, a dirla tutta, ce lo auguriamo, perché a questo calcio manca proprio quello che Rega sapeva dare.

Il tempo dirà se si è trattato di una semplice visita da appassionato o del primo passo verso qualcosa di più. Intanto, il solo fatto che la sua figura riaccenda tanto entusiasmo dice molto sul peso che ha lasciato