Dopo lo svantaggio dal dischetto, i rosanero tirano fuori tutta la loro forza: tre reti in dodici minuti, il sigillo di Cassandro e il primato che si fa sempre più solido. All’Empoli di Andreoletti non basta un esordio generoso

EMPOLI, 11 ottobre 2026 – C’è un modo per capire quando una squadra ha l’anima della grande: è quello di guardarla reagire. Al Castellani, il Palermo di Pippo Inzaghi ha fatto esattamente questo. Ha dominato per un tempo senza segnare, è andato sotto a inizio ripresa e poi, quando la partita sembrava complicarsi, ha accelerato fino a travolgere i padroni di casa. Finisce 2-4, e la classifica racconta il resto: rosanero a 16 punti, da soli in testa, con quattro lunghezze di vantaggio sul Südtirol.

Un primo tempo di assedio

L’avvio è una lunga pressione del Palermo. Secondo i dati riportati dalle cronache in diretta, già dopo 33 minuti i rosanero avevano collezionato 16 conclusioni contro 2, e alla pausa il bilancio era di 24 tiri a 4, ma il tabellino restava inchiodato sullo 0-0. Una produzione offensiva imponente, frenata da un po’ di imprecisione e dalla buona resistenza dell’Empoli, al suo debutto sotto la guida di Andreoletti, dopo l’avvicendamento con Pagliuca e tre sconfitte di fila.

Il rigore che sveglia i rosanero

Nella ripresa, al 50′, l’Empoli passa quasi a sorpresa. Saporiti trasforma dal dischetto e lo stadio esplode. Ma la reazione del Palermo non si fa attendere. Al 57′ Pohjanpalo, imbeccato da Bani, riporta subito il risultato in parità. Poi la partita cambia faccia: al 65′ Palumbo firma il sorpasso su assist di Johnsen, e quattro minuti dopo i due si scambiano i ruoli, con Johnsen che segna e Palumbo che serve. Un’intesa che ha fatto la differenza.

La passione dei padroni di casa e il sigillo di Cassandro

L’Empoli non si arrende. Al 79′ Popov, ancora su rigore, accorcia le distanze e riapre la partita, dando agli azzurri la forza di crederci fino alla fine. Ma il Palermo ha la maturità per chiudere i conti: all’88’ Cassandro, servito da Gabrielloni, mette il timbro sul 2-4 definitivo. Alla fine, nell’amarezza di una sconfitta onorevole, resta l’impegno di una squadra che ha provato a restare in gara fino all’ultimo.

Il Palermo che si prende il campionato

Per Inzaghi è un’altra prova di forza di una squadra capace di soffrire, reagire e colpire. I numeri sono quelli di un’ammazzacampionato: il Palermo ha perso una sola volta nelle ultime 20 gare contro avversari con almeno cinque punti in meno, ed è andato a segno in tutte. Al Castellani, poi, ha potuto contare su un’altra spinta importante: quella dei tanti tifosi rosanero arrivati in Toscana per l’occasione. Se il campionato fosse un viaggio, questo successo è il chilometro che allunga la strada tra la prima e le altre.