Rrahmani illude all’8′, poi la rimonta spagnola in tre minuti e il sigillo all’86’. Gli azzurri cadono 3-1 e il cammino europeo si complica

NAPOLI – C’è un modo di perdere che si può digerire e un altro che lascia il segno. Quello di Villarreal appartiene alla seconda categoria. Il Napoli di Massimiliano Allegri ha incassato la seconda sconfitta in altrettante partite di Champions League, un 3-1 maturato più per demeriti propri che per meriti altrui, secondo quasi tutte le cronache del giorno dopo. Zero punti, tanti dubbi e una serata che i tifosi azzurri faticheranno a dimenticare, forse la più brutta dell’era Allegri.

Il vantaggio e il crollo

La gara si era messa nel modo migliore. Allegri schierava il 3-4-2-1 che contro il Frosinone aveva convinto e, all’8′, Rrahmani portava avanti gli azzurri. Poi Hojlund colpiva l’incrocio dei pali, sfiorando il raddoppio. Sembrava la serata giusta, e invece è cominciato il tracollo. Al 23′ Mikautadze pareggia, dopo un grave errore di Politano che Goal ha bollato con un voto da incubo. Tre minuti dopo, al 26′, Mouriño, con un tiro da fuori area, completa la rimonta. In tre minuti l’inerzia si è ribaltata, e il Napoli ha perso sicurezza e lucidità.

Dopo un’ora, i cambi che non cambiano nulla

Secondo quanto riportato dalle pagelle, nel secondo tempo il calo fisico della squadra è stato evidente. Allegri ha mosso la panchina soltanto dopo un’ora, inserendo Spinazzola, Lang e Neres, ma il Villarreal ha controllato senza affanni, mentre gli azzurri faticavano ad alzare il ritmo. All’86’ è arrivato il colpo di grazia: Oluwaseyi, su verticalizzazione di Saliba e sponda di Ayoze Pérez, ha battuto Milinkovic-Savic e chiuso i conti. Il Napoli ha provato a spingere nel finale, ma senza mai davvero creare problemi.

I senza voto del Napoli

Se si guarda alle valutazioni, la serata è stata un disastro collettivo. Politano disastroso, De Bruyne male, McTominay lontano dal top, Giovane troppo timido, e solo Hojlund, fermato dalla sfortuna, si è salvato in parte. Troppo poco per una squadra che alla vigilia, per bocca dello stesso Allegri, puntava a vincere.

Le domande che restano

Resta da capire come mai una squadra che passa in vantaggio e crea il raddoppio perda sicurezza al primo errore. Resta da capire perché i cambi arrivino quando la partita è ormai compromessa, e perché il calo fisico sia così evidente in un gruppo che dovrebbe reggere il peso di tre competizioni. Il Napoli, già sconfitto all’esordio dall’Arsenal al Maradona, è chiamato a un riscatto immediato: martedì 20 ottobre, alle 21, arriva il Bodø/Glimt, poi un calendario che mette di fila Porto, Manchester City e Brugge. Un’altra serata così, e la Champions diventa un miraggio.

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