Dieci mesi dopo l’abbraccio della Curva Sud, il tecnico del Genoa torna a casa da avversario. La Roma, ferita in Champions, ha l’emergenza in difesa e in attacco. Il Grifone arriva col primo successo in tasca.

Questa volta nessuno si aspetta le lacrime. Il primo ritorno di Daniele De Rossi all’Olimpico da avversario, a fine dicembre, fu una festa di quelle che restano: un video sulla sua carriera in giallorosso, gli applausi, i cori e gli abbracci in panchina con Dybala e Mancini. Sugli spalti comparve anche lo striscione della Tribuna Tevere con la promessa di un romanismo eterno e il bentornato a casa. Poi arrivò il campo, e il campo fu meno gentile: la Roma vinse 3-1, con Soulé, Koné e Ferguson a firmare il successo. Il finale fu un nuovo omaggio, quando De Rossi andò sotto la Curva Sud tra i cori, con i giocatori giallorossi a fargli spazio.

Adesso il copione è diverso. Alla vigilia De Rossi ha messo da parte i sentimenti: ha spiegato di aver preparato la gara come tutte le altre e che la sua concentrazione sarà tutta sul campo. Per lui, che con la maglia della Roma ha totalizzato 623 presenze e 64 gol, è una questione di mestiere prima ancora che di memoria. Il suo passato in panchina giallorossa, chiuso con un esonero nonostante il legame con società e tifosi, è ancora un capitolo che a Trigoria e dintorni si racconta a mezza voce.

Una Roma da rimettere in piedi. Gasperini non può contare su mezza squadra. Tra gli indisponibili ci sono Svilar, Malen, Koné e Dybala, e davanti all’attacco ridotto all’osso c’è anche la rimonta subita dal Real Madrid in Champions. De Rossi però non vede una squadra in crisi: per lui quella giallorossa è una rosa pensata per la Champions, abbastanza profonda per assorbire le assenze, e il suo valore è cresciuto rispetto a dicembre. Tra i pali, nota il tecnico del Genoa, c’è comunque un portiere come Gollini.

Un Genoa che ha ritrovato il sorriso. Il Grifone arriva in Campidoglio dopo la prima vittoria in campionato, quella contro la Fiorentina, e il tecnico ha sottolineato quanto servisse essere felici nel proprio stadio. L’infermeria resta affollata: solo Amorim può essere convocato, mentre Sow, Colombo, Havel, Nuredini e Venturino sono attesi a novembre. Tra le notizie del viaggio c’è anche il giovane Robinho Jr, che andrà a Roma con la squadra e non solo per visitare lo stadio.

La chiave. I calci piazzati: la Roma ne ha pagati tre contro il Real, ma De Rossi frena i facili entusiasmi ricordando che circa il 30% delle reti in generale nasce così. E l’idea di un Olimpico stordito è lontana dalla realtà. Roma-Genoa promette più nervi che nostalgia, e se qualcuno aspetta un’altra standing ovation, la otterrà soprattutto da chi non ha ancora smesso di volergli bene.