Domani sera alle 20:45 i giallazzurri, a quota 10, dopo il 3-0 di Napoli, ospitano un Sassuolo reduce dall’1-1 col Milan e privo di Leysen. Sfida di filosofie simili, tra pressione e voglia di fare il gioco
FROSINONE – C’è una partita che non è soltanto una partita. Quella di domani sera allo Stirpe, apertura della settima giornata di Serie A, è per il Frosinone un’occasione per rimettere in ordine i pensieri dopo il ko del Maradona e riprendere il cammino davanti al proprio pubblico. Per il Sassuolo, invece, è l’opportunità di trasformare un buon momento in una striscia, andando a prendersi in Ciociaria quel primo successo esterno che con Alberto Aquilani ancora manca.
La sponda ciociara: ritrovare lo Stirpe
Secondo Tuttofrosinone, il Frosinone di Massimiliano Alvini ha costruito la sua forza sul fortino di casa, dove ha già raccolto 50 punti con questo tecnico. Un dato che racconta quanto l’ambiente possa fare la differenza e che la squadra vuole riportare al centro del progetto. Dopo il 3-0 subito a Napoli, la risposta, come si legge nelle cronache, può arrivare da qualche piccolo ritocco: Il Messaggero parla di tre ballottaggi, uno per reparto, con Cittadini e Monterisi in difesa, Masini e Cichella a centrocampo, Ghedjemis e Fini in attacco. Raimondo, recuperato, dovrebbe guidare l’attacco, mentre Calò è considerato intoccabile in cabina di regia: Sassuolonews lo indica come il pericolo numero uno, il metronomo da fermare.
Il modulo resta un’incognita: le testate oscillano tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1, con Palmisani in porta, Oyono, Calvani e Bracaglia in difesa e Kvernadze sull’altro lato dell’attacco. Alla vigilia ha parlato anche Ghedjemis, esterno algerino che era finito nel mirino di Monaco, Celtic e Rangers già in Serie B: “Il Sassuolo è una bella squadra, ma andremo per vincere”, è stato il suo messaggio. Un atteggiamento che racconta la mentalità di un gruppo che non vuole farsi condizionare dalla sconfitta.
La sponda neroverde: cattiveria e assenze
Dall’altra parte c’è un Sassuolo che arriva con il morale buono e qualche pensiero. Il pareggio per 1-1 contro il Milan, firmato da Odenthal dopo il vantaggio di Rabiot, ha dato fiducia, ma la sfida dello Stirpe si preannuncia complicata. Aquilani deve rinunciare a Leysen, infortunatosi proprio contro i rossoneri, e ha chiesto ai suoi, in conferenza, più cattiveria. La squadra, undicesima in classifica, insegue il primo successo esterno dell’era Aquilani, il primo in assoluto dall’inizio di febbraio, secondo Calcio d’Angolo.
Il tecnico dovrebbe confermare il 4-3-3: Muric in porta, Cinquegrano o Van der Brempt a destra, Caleta-Car, Odenthal e Doig dietro, a centrocampo Matic con Adzic, Thorstvedt o Bakola, e davanti Berardi, Laurienté e uno tra Sebastiano Esposito e Bowie. Adzic, con tre gol, è il capocannoniere neroverde, e proprio il suo gol alla Juventus è stato uno dei momenti migliori della stagione.
Una sfida di idee
Il punto più interessante, a leggere le anticipazioni, è la somiglianza tra i due allenatori: Alvini e Aquilani condividono una filosofia fatta di pressione, aggressività, costruzione dal basso e ricerca della superiorità attraverso il gioco. Una partita che promette intensità, ritmo e tanti duelli. Prima del fischio d’inizio, inoltre, Alvini riceverà il premio di allenatore del mese di agosto-settembre, in una serata che si preannuncia carica di emozione. E poi, sarà il campo a decidere.
.
