Alle 20.30 una sfida che mette di fronte un bomber da sette gol e una capolista mancata. Per i biancorossi è l’occasione per reagire dopo il pari col Crotone e per non lasciare scappare il Potenza.

C’è una Serie C che vive di classifica e un’altra che vive di umore. Venerdì sera, al Pinto di Caserta, le due cose si incrociano. Da una parte una Casertana di metà alta che ha cambiato allenatore da due partite e ha in Manconi il capocannoniere del girone. Dall’altra un Bari secondo in classifica ma contestato, cui il calendario concede subito la possibilità di mettere a tacere le critiche.

Il Bari che deve rialzarsi. I numeri dicono che la squadra di Rastelli è in buona posizione: 20 punti dopo dieci giornate, con sei vittorie, due pareggi e due sconfitte, 13 gol fatti e la migliore difesa del girone con soli 6 subiti. Il problema è nel racconto. Lo 0-0 col Crotone, ultimo in classifica, ha lasciato l’amaro in bocca: la stampa di Bari ha parlato di giudizi netti, con la Gazzetta che ha scritto di una brutta frenata e il Corriere dello Sport di fischi e assenza di accelerate e guizzi. Lo stadio, dicono i cronisti, è sempre più vuoto, e c’è chi osserva che l’attacco biancorosso segna la metà del Potenza, che al momento è davanti con 25 punti e il miglior attacco con 26 gol. Persino i sondaggi dei siti locali chiedono ai tifosi di chi siano le responsabilità, tra allenatore e rosa.

Rastelli ha cercato di ridimensionare: dopo la gara col Crotone ha detto che un passo indietro può capitare e non lo preoccupa, ma ha ammesso che per il rientro di Darboe servirà tempo. Il clima, in sintesi, è di attesa. Il Bari non è in crisi, ma sa che un’altra frenata sarebbe pesante. In più, secondo i media pugliesi, nelle prossime ore va risolto il nodo dei tifosi in trasferta, perché non è ancora chiaro se il settore ospiti sarà aperto.

La Casertana che cambia pelle. Dall’altra parte c’è una squadra in transizione. I falchetti sono sesti con 16 punti, quattro vittorie, quattro pareggi e due sconfitte, 15 gol fatti e 13 subiti. Ottobre è stato un mese a tre facce: il ko con la Cavese (2-0), la vittoria sul Monopoli (3-1) e lo 0-0 nel derby col Sorrento. In Coppa Italia di Serie C, invece, il Savoia ha eliminato i campani al primo turno, 2-1.

Stellone e il filo con Bari. È il dettaglio che i colleghi baresi hanno messo subito in evidenza. Roberto Stellone, ex Torino e Napoli, in panchina guidò il Bari nel 2016/17 in Serie B, ma venne esonerato dopo 16 punti in 13 partite. Alla Casertana è arrivato due giornate fa, al posto di Vinicio Espinal, esonerato dopo 12 punti in 8 partite, e ha già raccolto quattro punti nelle sfide con Monopoli e Sorrento. Il suo messaggio alla vigilia, riportato da TuttoBari, è di resettare e recuperare energie: l’ex tecnico biancorosso sa che dopo la gara col Sorrento serve freschezza per cercare un colpo che riporti entusiasmo.

Gli uomini da guardare. Il nome da cerchiare è quello di Jacopo Manconi: l’ala numero 10 ha segnato sette gol ed è il miglior marcatore dell’intero girone C. Dietro di lui Davide Castelli con 3 reti e Shady Oukhadda, miglior assistman a quota 3. In rosa c’è anche Francesco Belli, ex Bari nel 2021/22. Il Bari, da parte sua, dovrebbe poter contare sui suoi giocatori: non ci sono squalifiche, mentre in quattro restano ai box.

Il contorno. La gara sarà diretta da Francesco Zago di Conegliano, con Macripò e Signorelli assistenti e Vingo quarto ufficiale. Dopo Caserta, per il Bari ci saranno altri due impegni in nove giorni, tra Coppa Italia con il Potenza e campionato con la Scafatese: un trittico che chiede alla squadra di ritrovare continuità e di gestire le energie anche con le alternative. Per questo il venerdì del Pinto vale più dei tre punti: è il primo passo per rimettere a posto una stagione che ha ancora tutto da dire.