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Domenica 25 ottobre alle 15 al Gewiss Stadium, i ciociari di Alvini arrivano da 13 punti, un 4-2 al Sassuolo e il miglior attaccante del campionato.

C’è un modo di essere neopromossa che fa paura: quello di chi non si accontenta di sopravvivere. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, dopo il ritorno in Serie A, sta scrivendo un avvio che spiazza chi pronosticava una stagione di sofferenza. Domenica 25 ottobre, alle 15, arriva la prova più esigente: la trasferta di Bergamo contro l’Atalanta di Maurizio Sarri.

Un avvio da rarità statistica. I numeri raccontano un percorso fuori scala. Il Frosinone è solo la quarta neopromossa delle ultime venti stagioni a vincere almeno quattro delle prime sette gare di campionato, dopo Juventus, Atalanta e Verona. Il bilancio è di tredici punti, con quattro vittorie, un pareggio e due sconfitte, abbastanza per stare tra le prime della classe: la squadra ha agganciato il Cagliari al quarto posto, a un solo punto dalla Roma e a tre dalle capolista Inter e Lazio.

Il re dei bomber. Il motore di questa corsa si chiama Antonio Raimondo. L’attaccante ha firmato una tripletta nel 4-2 al Sassuolo e è balzato in testa alla classifica marcatori con 7 gol in 7 partite. Il dato più impressionante è la media di un gol ogni 82 minuti, che gli ha permesso di superare Malen. Alvini lo ha definito “velenoso”, sottolineando quanto lavori per migliorarsi. Accanto a lui, la squadra ha trovato tante soluzioni: contro i neroverdi era andato a segno anche Calò, con un’altra prova da protagonista in mezzo al campo.

La reazione dopo il ko. Un motivo di orgoglio per i ciociari è la capacità di rialzarsi. Prima del Sassuolo c’era stata la sconfitta per 3-0 al Maradona contro il Napoli, assorbita senza scosse. La risposta è arrivata davanti al pubblico dello Stirpe, in una serata di attacco libero, personalità e idee chiare. Alvini, a fine partita, ha parlato di una gara di grande coraggio, con identità forte, ma ha anche ricordato che l’ambizione deve restare quella di mantenere la categoria.

L’ostacolo bergamasco. La sfida con l’Atalanta è un test di maturità. La squadra di Sarri, arrivata in panchina a giugno dopo l’esonero di Palladino, ha più esperienza e più qualità, e domenica scorsa ha superato il Venezia per 3-1 a Bergamo. Un avversario abituato a mettere pressione sull’uscita del pallone e a colpire in verticale. Per il Frosinone, la chiave sarà tenere alta la concentrazione nei momenti di maggiore pressione, come già fatto a Napoli nel primo tempo, e sfruttare l’imprevedibilità del suo attacco.

La squadra. In base all’ultima formazione, Alvini dovrebbe confermare il 4-2-3-1 con Palmisani in porta, Cittadini e Bracaglia in difesa, Masini e Calò in mezzo, mentre in attacco spiccano Raimondo e il giovane Ghedjemis, protagonista dell’assist per il tris. Da verificare chi sarà disponibile e chi rientrerà dopo il turno infrasettimanale.

Cosa c’è dopo. Il calendario non concede respiro: il 29 ottobre c’è il Lecce a Frosinone, poi il Torino il 1° novembre. Tre partite in sette giorni che possono dire molto sul reale valore di una squadra che, per ora, non ha nessuna intenzione di svegliarsi.