Benevento, 27 ottobre 2026. Una vittoria che sembrava in tasca si trasforma in rimpianto. Al “Ciro Vigorito” Benevento e Catanzaro chiudono sull’1-1 la nona giornata di Serie B: il rigore di Salvemini aveva indirizzato la serata, ma un guizzo di Buso nel secondo minuto di recupero ha rimesso tutto in discussione. Per i giallorossi calabresi è un punto che pesa più del suo valore numerico, perché arriva nella notte dell’esordio di Michele Mignani sulla panchina delle aquile.
Un primo tempo di studio
La gara è partita a ritmi controllati. Il Benevento di Floro Flores si è affidato al tridente Lamesta, Salvemini e Cherubini, con Sernicola nella linea difensiva. Il Catanzaro ha risposto con il 3-5-2 scelto dal nuovo tecnico, che rispetto al pesante ko con l’Ascoli ha cambiato solo due interpreti. Frazione equilibrata, con pochi sussulti da entrambe le parti, come hanno raccontato le cronache della serata.
La spallata dal dischetto
Alla ripresa il copione cambia in fretta. Al 51′ l’intervento del VAR certifica il fallo di Candela su Cherubini in area e Salvemini, dagli undici metri, spiazza Pigliacelli. Il Benevento tiene in mano il pallone e per un po’ sembra poter chiudere i conti. Il Catanzaro prova a scuotersi con una punizione di Petriccione che sorvola la traversa, ma è il Benevento a sfiorare più volte il raddoppio, tra le giocate di Siatounis e Cherubini.
Le mosse dalla panchina
Mignani prova a cambiare volto alla squadra al 59′ con Di Francesco e Frosinini al posto di Dorval e Antonini. Floro Flores risponde con Okereke e Prisco e poi, nel finale, prova a blindare il risultato con Romano e Saio, passando al 3-5-2. Proprio Saio, da pochi passi, manca l’impatto che avrebbe potuto valere il 2-0. Un’occasione che pesa, perché nel calcio quelle non concretizzate si pagano spesso al conto finale.
La serata di papà e figlio
C’è anche una storia che va oltre il risultato. Nel Benevento gioca Guglielmo Mignani, figlio del tecnico avversario. Il giovane attaccante è entrato nella ripresa e al 74′ ha provato un diagonale insidioso, finito di poco fuori. Un padre e un figlio, ciascuno su una panchina opposta, nella stessa notte in cui il papà ricominciava da zero. Al termine il tecnico calabrese, come riportato da Calcio Benevento, ha parlato di un pareggio meritato e di un punto di partenza, e ha raccontato la gioia di aver condiviso il campo con il figlio.
Il finale che ribalta la serata
Quando il fischio finale sembrava ormai vicino, ecco l’episodio che cambia tutto. Al 92′, secondo quanto ricostruito da Catanzaro Channel, un errore in fase di rinvio della difesa sannita mette il pallone sui piedi di Nicolò Buso, che non perdona e firma l’1-1. Dopo il quarto d’ora di recupero vissuto con il cuore in gola, il Vigorito resta ammutolito.
Cosa lascia questo punto
Per il Benevento è un’occasione mancata contro una squadra in piena emergenza, ma anche la dimostrazione di una solidità che ha prodotto sette punti nelle ultime tre gare prima di questa. Per il Catanzaro è un piccolo mattone nella ricostruzione, da confermare sabato al “Nicola Ceravolo” con la stessa reazione d’orgoglio vista nel finale.
