Il calcio è anche questo. Decisioni surreali, scelte che lasciano l’amaro in bocca, e soprattutto, una punizione senza colpevoli.
O forse no. Il colpevole è sempre lo stesso: il buonsenso smarrito, ormai sparito dai radar di chi dovrebbe proteggere lo sport e chi lo ama.
L’ultima? Nocerina penalizzata per “ordine pubblico”.
Sembra una barzelletta, ma è tutto vero: l’allenamento congiunto tra i molossi e la Rappresentativa Arianese, in programma ad Ariano Irpino nel pomeriggio, è stato anticipato alle ore 11 del mattino. Il motivo? Evitare che i tifosi della Nocerina si incrocino sull’AUTOSTRADA con quelli del Savoia, diretti a Cerignola per un’amichevole contro l’Audace.
Due città, due partite, oltre 100 chilometri di distanza… ma una sola arteria.
E quindi che si fa? Si sacrifica l’unico evento che aveva un senso profondo: l’incontro tra una squadra e la sua gente, pensato proprio per rafforzare il legame tra piazza e spogliatoio.
Ma niente, avanti con il decreto. Come se i tifosi fossero merce da spedire in orari separati.
Come se il calcio fosse una catena di montaggio logistica.
Come se bastasse spostare un orario per garantire sicurezza, anziché investire in prevenzione vera, dialogo, presidi umani e controlli mirati.
Il risultato? Una farsa.
La Nocerina costretta a giocare sotto il sole d’agosto, alle 11 di mattina, davanti a pochi intimi.
I tifosi, spiazzati.
La città, privata di un momento di festa.
Il calcio, ancora una volta, ferito nella sua dimensione più bella: il contatto umano.
E allora lo diciamo chiaramente:
questo non è ordine pubblico. Questo è disordine culturale.
Perché il calcio non si governa a colpi di anticipo orario.
Perché i tifosi non sono pacchi da separare in orari di consegna.
Perché il calcio, quello vero, si gioca anche sugli spalti, nel diritto di esserci, di tifare, di vivere la propria squadra.
E se questo vi sembra un dettaglio… allora non avete capito cos’è il calcio.
Noi, invece, lo ricordiamo ogni giorno.
