A Monteroduni il calcio non è solo uno sport, ma un pezzo di identità. Ed è proprio da qui che prende vita la nuova U.S. Monterodunese, un progetto che punta dritto al cuore del territorio: coinvolgere i giovani, ridare entusiasmo e ricostruire un senso di appartenenza che va oltre il rettangolo di gioco.
A guidare questa nuova avventura c’è il presidente Giannicola Cristinzio, che ha tracciato una linea chiara: la Monterodunese dovrà essere la squadra del paese, fatta di ragazzi del posto, passione e partecipazione. Non solo calcio giocato, ma un punto di riferimento per tutta la comunità.
La panchina è stata affidata a Romano Forte, monterodunese doc, una scelta che non è casuale ma fortemente simbolica. Accanto a lui uno staff guidato da Patriarca, pronto a dare struttura e organizzazione a un progetto che vuole crescere passo dopo passo.
E proprio Patriarca ha già fatto capire quale sarà lo spirito: entusiasmo, fiducia e lavoro. Parole semplici ma pesanti, soprattutto quando sottolinea la volontà di chiamare uno a uno i ragazzi del paese. Un segnale forte, che racconta l’idea di costruire una squadra che rappresenti davvero Monteroduni.
Importante anche il ruolo del Comune, che si sta muovendo per garantire alla squadra la possibilità di giocare in casa. Perché vedere la Monterodunese sul proprio campo non è solo una questione logistica, ma un simbolo di appartenenza e orgoglio.
Adesso inizia la sfida più difficile: trasformare entusiasmo e buone intenzioni in risultati concreti. Ma una cosa è certa: quando un progetto nasce dal basso, con radici forti e identità chiara, può diventare qualcosa di speciale.
