C’è un lato di Marc Cucurella che i tifosi raramente vedono: quello del padre. Il terzino spagnolo, protagonista della cavalcata iridata della Roja, ha scelto di raccontarsi lontano dai riflettori del calcio, aprendosi su un tema molto più personale e delicato: la vita con suo figlio Mateo, a cui è stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico di livello 1.
Come riportato da scuolaoggi.com, Cucurella non ha cercato la compassione del pubblico, ma ha voluto dare voce a tutte quelle famiglie che vivono un percorso simile, fatto di domande, piccoli progressi e grandi paure. Ha ammesso apertamente la fatica di non riuscire sempre a capire di cosa il figlio abbia bisogno, e la sofferenza di vederlo crescere senza riuscire a comunicare come i suoi fratelli.
Ma dalle sue parole emerge anche la parte più luminosa: la fiducia nelle terapie, nella scuola, in chi ogni giorno accompagna Mateo nella crescita. Ogni piccolo traguardo, per quanto invisibile agli occhi degli altri, diventa una vittoria che vale quanto un trofeo alzato al cielo.
Una testimonianza che ricorda come, dietro un campione conosciuto per la sua inconfondibile chioma riccia, ci sia prima di tutto un uomo che affronta le sue fragilità a viso aperto — trasformandole, come nel racconto originale, in un messaggio di speranza per chi vive la stessa battaglia.
Fonte: scuolaoggi.com
