Domenica 11 ottobre, ore 15, in esclusiva su DAZN. I salentini hanno 6 punti, gli emiliani appena 2 e ancora nessuna vittoria

LECCE. C’è una Serie A che vive di grandi nomi e una che vive di orgoglio. Il Via del Mare appartiene alla seconda categoria, ed è per questo che domenica pomeriggio vale la pena guardarlo da vicino. Il Lecce arriva alla sesta giornata con una ferita da curare e una squadra che ha già dimostrato di sapere cosa vuol dire soffrire.

Il Lecce di Di Francesco: due volti, una sola voglia

Il cammino è noto: il successo di Venezia per 0-2 all’esordio, il 3-2 casalingo sul Monza, poi tre stop pesanti contro Roma, Cagliari e Milan. Secondo quanto riportato da Tuttosport, sono sei i punti raccolti prima della lunga pausa. Chi si ferma ai risultati però legge male la storia. Il Lecce non ha mai smesso di giocare e Eusebio Di Francesco non ha mai perso la calma: durante la sosta ha tenuto il gruppo sul pezzo anche con l’amichevole contro l’Altamura, decisa da Esteban, ragazzo che sta provando a ritagliarsi spazio.

Quanto alla formazione, l’idea è il 4-3-3 con Falcone tra i pali, Veiga, Tiago Gabriel, Siebert e Gallo in difesa e il trio Coulibaly, Ilic e Maleh a centrocampo. Davanti il tridente Pierotti, Geubbels e Monteiro. Proprio Geubbels è uno dei volti da seguire: rientra dopo il recupero e rappresenta la voglia di ripartire di un attacco che ha bisogno di continuità. Restano da sciogliere i dubbi su Gandelman e Berisha. La sensazione è che Di Francesco abbia già in mente l’undici giusto, e che il Via del Mare sia pronto a spingerlo.

Un Bologna ancora alla ricerca di sé

Dall’altra parte non c’è serenità. Gli emiliani sono ancora a secco di vittorie, hanno cambiato guida tecnica dopo appena cinque turni, passando da Domenico Tedesco a Raffaele Palladino, e hanno pagato tre sconfitte di misura per 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli. Il debutto del nuovo allenatore ha portato l’1-1 contro il Torino, che si somma al 2-2 col Sassuolo: un punto alla volta, ma ancora senza quella scossa che serve per svoltare.

Palladino ha scelto il 3-4-2-1 e dichiarato in conferenza che il suo sistema è a tre, pur riconoscendo al Bologna una natura camaleontica. In campo dovrebbero esserci Skorupski, la linea Helland-Heggem-Theate, Zortea e Miranda sugli esterni, Ferguson con Pobega o Moro in mediana, Bernardeschi e Orsolini a sostegno di Piccoli. Pesano le assenze di Holm, operato, e di Odgaard, mentre in settimana è arrivato Darmian: segnale chiaro di una società che sa di dover correre ai ripari.

La chiave della partita

Il Bologna ha qualità, ma attraversa un periodo di cantiere aperto, e contro chi gioca in casa con il cuore in mano questo può diventare un problema. Al Lecce basterà non sbagliare l’approccio e sfruttare l’energia di un pubblico che non ha mai fatto mancare il suo affetto, nemmeno nei momenti più difficili. Una squadra ferita ma viva contro una squadra che cerca ancora la sua forma: a Lecce, in questi casi, di solito vince chi ha più fame.

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