I biancoverdi di Nesta chiudono i conti in 29 minuti e salgono a 10 punti, in piena zona playoff. A Insigne non basta una perla: i blucerchiati restano a quota 4
AVELLINO, 10 ottobre 2026 – Ci sono serate in cui basta mezz’ora per cambiare il clima di una stagione. Quella del Partenio-Lombardi è una di queste. Nell’anticipo della sesta giornata l’Avellino ha ribaltato i pronostici della vigilia (le quote lo davano appena favorito) e ha travolto la Sampdoria con un 4-1 che racconta più di un risultato: racconta la differenza tra una squadra che sa cosa vuole e una che ha smarrito la bussola.
Il primo tempo che ha deciso tutto
La partenza è di quelle che spezzano le gambe. Al 12′ Cheddira anticipa Gartenmann e, di testa, sul cross dalla corsia, firma il vantaggio. La Sampdoria risponde subito, e qui entra in scena il suo uomo simbolo: al 18′ Lorenzo Insigne si accentra, prende la mira e lascia partire un destro da fuori area che non lascia scampo a Martinelli. È l’1-1, ed è anche l’ultimo vero sussulto ligure.
Da lì in avanti i blucerchiati si sciolgono come neve al sole. Al 20′ Palumbo si ritrova solo al centro dell’area dopo un passaggio all’indietro e raddoppia, al 24′ Russo punisce un altro errore di Gartenmann, al 29′ Besaggio mette il timbro sul poker. Quattro gol in diciassette minuti, il tutto con quattro tiri in porta, come ha ammesso lo stesso Corradi a fine gara. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la difesa ospite ha preso la sufficienza piena di insufficienze: la pagella media è un 4,5.
Il merito di Nesta, il crollo di Corradi
Sarebbe ingeneroso ridurre tutto agli errori altrui. L’Avellino di Alessandro Nesta ha giocato con la ferocia di chi aveva voglia di cancellare il ko di Ascoli: pressione alta, verticalizzazioni immediate, cattiveria sulle seconde palle. Un campione del mondo che in panchina ha scelto la via dell’umiltà e del lavoro quotidiano, e che ora si gode una squadra a quota 10 punti.
Nella ripresa i biancoverdi hanno controllato, sfiorato la manita (annullata per un fallo) e lasciato gli ospiti a galleggiare. Corradi, che al cambio di modulo aveva affidato la speranza di una reazione, ha dovuto prendere atto che non c’è stata. La Samp ha perso la quarta partita su sei, resta ferma a 4 punti, e secondo Virgilio Sport la contestazione è esplosa anche fuori dallo stadio, con tensioni tra tifosi e forze dell’ordine. L’esonero, a questo punto, non sembra più un’ipotesi remota.
Insigne, il capitano senza esercito
In mezzo al disastro, c’è un solo giocatore che non ha abbassato la testa. Insigne ha provato a tenere in piedi la baracca, a dettare i tempi da playmaker, a sfidare Martinelli ancora da lontano. Il campano di Frattamaggiore, che di partite così ne ha giocate tante nella sua carriera, ha mostrato l’orgoglio del leader che sente il peso della maglia anche quando intorno a lui il castello crolla. Ma un fuoriclasse, da solo, non può reggere un reparto difensivo a pezzi. La domanda ora è semplice: quanto a lungo ancora?
