Due legni, tante occasioni sprecate e il gol di testa di Mennone. L’Alife risponde in contropiede con Focareta e porta a casa un punto prezioso.

I derby non si giocano soltanto per i tre punti: si giocano per l’orgoglio di un territorio. Quello tra FC Matese e Alife, Under 17, ha avuto tutto: ritmo, emozioni, occasioni a raffica e un pareggio finale che lascia più domande che certezze. Per i ragazzi di casa un’occasione sfumata, per gli ospiti la soddisfazione di aver tenuto testa a chi, per tutta la partita, ha cercato la vittoria.

Un inizio da assedio. Il Matese entra in campo con la fame di chi vuole fare suo il derby. Passano pochi minuti e la porta ospite trema due volte: prima G. Mennone, poi V. Izzo, entrambi fermati dal legno. A questo si aggiungono un paio di occasioni nitide, a tu per tu con il portiere avversario, non sfruttate. Sembra una partita a senso unico, ma non lo è: anche l’Alife non resta a guardare e si costruisce due ghiotte palle gol che non riesce a trasformare. Il primo tempo finisce così, tra rimpianti da una parte e dall’altra.

La ripresa e il gol che sembra decisivo. Nel secondo tempo il Matese attacca a testa bassa e il lavoro viene premiato: su un colpo di testa di G. Mennone arriva il meritato vantaggio. Il copione sembra scritto, ma il derby non è una partita come le altre.

L’Alife non si arrende. La risposta degli ospiti è da squadra vera. Dopo un recupero palla a centrocampo l’azione scivola sulla corsia esterna e si chiude con l’inserimento di Focareta sul secondo palo: contropiede perfetto e 1-1. Un gol costruito con ordine e coraggio, che cambia l’umore della sfida.

Assalti finali, nessuna rete. Nel finale il Matese ci prova in ogni modo, ma le occasioni restano inutili. Il pallone non entra, anche per una spinta che a tratti è apparsa disordinata: i lanci lunghi hanno preso il posto delle consuete trame di gioco. Un atteggiamento che nasce anche dalla prestazione dell’Alife, avversario ostico, capace di meritare un punto prezioso.

Cosa resta. Per il Matese la lezione è chiara: la quantità di occasioni create non basta se manca la lucidità negli ultimi metri. Il lavoro quotidiano dei tecnici, che hanno tirato fuori da questo gruppo una squadra capace di dominare, passa anche da qui. Per l’Alife la certezza di aver giocato alla pari contro una delle realtà più attrezzate del territorio.

In campo, due squadre della stessa terra, divise dalla maglia e unite dallo stesso sentimento. Un derby giovanile così fa bene al calcio matesino.