Schmid segna dopo 26 secondi, Krstovic risponde due volte, Terzic firma l’ultimo colpo all’82’. A Bergamo vanno in scena otto gol e un finale che premia chi non ha mai smesso di crederci.
A volte una partita la capisci dal primo pallone. Alla New Balance Arena di Bergamo l’ha capita subito anche Sarri: dopo appena 26 secondi, la sua Atalanta era già sotto. Da lì in poi, 90 minuti e oltre di montagne russe, con un Frosinone che ha chiuso con il fiato corto ma il sorriso largo.
Lo shock iniziale. Il Frosinone sceglie un coraggioso 4-2-3-1 speculare a quello dei padroni di casa, con Raimondo, capocannoniere del campionato, unico riferimento offensivo. L’avvio è un colpo di teatro: un retropassaggio sbagliato di Ederson e Schmid ne approfitta. L’Atalanta fatica a reagire, poi trova il pari al 14′ con Krstovic, servito da De Ketelaere e libero di calciare in porta.
Il ping-pong del primo tempo. La squadra di Alvini non si fa travolgere: al 17′ Schmid firma il suo primo gol in A e subito dopo la sua prima doppietta, sfruttando una disattenzione difensiva e un contrasto perso da Obric. Il pareggio bergamasco arriva dal dischetto: al 31′ l’arbitro Marinelli punisce un fallo di mano di Cittadini e Ederson non sbaglia. Poi, proprio allo scadere, Krstovic realizza la doppietta su assist di Zappacosta e manda le squadre negli spogliatoi sul 3-2 nerazzurro. Cinque gol in un tempo, con il Frosinone costretto a ricominciare da capo.
La ripresa che non rispetta i copioni. Nessuno riprende fiato. Al 48′ Calò firma il 3-3 con un destro a mezz’altezza, il tiro che nasce da una giocata di Ghedjemis. Appena due minuti dopo De Ketelaere e Krstovic confezionano l’azione e Elmas, solo davanti al portiere, firma il 4-3. Per i ciociari sembra il punto di rottura, perché è la seconda volta che tornano in svantaggio dopo aver pareggiato.
La zampata di Terzic. Invece il Frosinone resta in partita, con la forza di chi sa di avere un’idea di calcio da difendere. Alvini attinge dalla panchina e al minuto 82 la mossa paga: Terzic trova un sinistro all’incrocio per il 4-4. L’assist è di Ghedjemis, protagonista di una serata da tre assist. Nel finale lo stesso Ghedjemis sfiora anche il 5-4, ma Carnesecchi salva il risultato.
Cosa resta. Il verdetto è da pareggio di quelli che fanno rumore. Il Frosinone, a quota 14, sale al sesto posto in classifica da solo, mentre l’Atalanta, undicesima con 10 punti, riceve i fischi del pubblico in un periodo in cui continua a viaggiare a corrente alternata, con in mezzo anche l’impegno europeo contro l’Ajax. Un pomeriggio che dice molte cose: Sarri ha tutto da recuperare, Alvini ha una squadra che ha capito di poter giocare a viso aperto contro chiunque.
I numeri della matricola raccontano una stagione sopra le righe: 17 gol fatti e 13 subiti in otto partite, con Raimondo a 7 reti e il giovane Schmid ora anche nel tabellino dei marcatori. A Bergamo il Frosinone ha dimostrato che non è una sorpresa passeggera: è una squadra con carattere, idee e una sfacciataggine che in Serie A, per ora, sta pagando.
Il tabellino. Atalanta-Frosinone 4-4. Marcatori: 1′ e 17′ Schmid (F), 14′ e 45′ Krstovic (A), 33′ rig. Ederson (A), 48′ Calò (F), 50′ Elmas (A), 82′ Terzic (F). Allenatori: Maurizio Sarri (Atalanta), Massimiliano Alvini (Frosinone).
