Fonte: post di Massimiliano Caruso alias “Come sorridere in un mondo contorto”
Alla vigilia del match, Adrian Mannarino aveva lanciato una frecciata a Jannik Sinner sulla vicenda Clostebol: «Non credo a Babbo Natale», aveva detto, lasciando intendere di non fidarsi della versione dell’azzurro. Una battuta ironica, ma con un retrogusto polemico.
Peccato che in campo, a Cincinnati, sia stata proprio una “favola” a decidere la partita. Dopo un primo set vinto 6-4 da Sinner, il francese sembrava poter cambiare l’inerzia, avanti 2-1 nel secondo. Ma sul più bello, ecco il diluvio: 2 ore e 43 minuti di sospensione, tempo sufficiente per meditare… o per giocare a burraco, come ha fatto serenamente Jannik con il suo staff.
Alla ripresa, Mannarino ha provato a riaccendere la speranza. Ha servito bene, ha lottato, ma quando il set è finito al tie-break, Sinner – “gentile come un elfo con la sveglia puntata”, per citare Caruso – ha deciso che era ora di chiuderla: 7-6 e partita in archivio.
Morale? Mannarino potrà continuare a non credere a Babbo Natale, ma una cosa è certa: Sinner esiste eccome. E quando decide di fare sul serio, il regalo che ti lascia sotto l’albero è una sconfitta.
Foto Pagina Facebook Sinner
